PERHENTIAN ISLANDS

Le Perhentian Islands, situate nella costa est della Malesia, per la precisione nel Mare Cinese Meridionale, rispecchiavano in pieni i requisiti che cerchiamo noi quando andiamo per isole e cioè l’assenza totale di auto.

Infatti non solo non ci sono auto e si gira solo a piedi, anzi non si gira per niente, dal momento che si è circondati da una quasi impenetrabile giungla. Per spostarsi da una spiaggia all’altra bisogna prendere delle barche (water taxi) o avventurarsi per dei sentieri in mezzo alla giungla cosa non sempre semplice.

Ci si arriva solo in barca da Kuala Besut, sonnolento villaggio di pescatori posto nella costa est della Malesia, in questa foto siamo proprio a Kuala Besut in attesa di imbarcarci per le isole...

Le isole principali, ed anche le  uniche in cui si può dormire sono due: Pulau Kecil (isola piccola) e Pulau Besar (isola grande) questa è letteralmente il significato del loro nome.

Noi abbiamo scelto come base Besar, che sarebbe la più grande (per modo di dire) ma forse anche la più tranquilla e selvaggia, Kecil ha invece un po’ più di movida e vita notturna (anche questo per modo di dire) non aspettatevi i full moon party e tutte quelle robe che fanno nelle isole thailandesi comunque.

Ci siamo arrivati seguendo questo itinerario: Kuala LumpurKota BharuKuala BesutBesar Perenthian. Auto, aereo, pulmino, barca ed eravamo nel Mar Cinese Meridionale, di seguito tutto il video del trasferimento:

Ci ha organizzato tutto il transfert The Barat Perhentian, il resort che avevamo prenotato dall’Italia, avevamo prenotato perchè leggendo in giro sembrava da pazzi arrivare senza avere una sistemazione (cosa che noi di solito facciamo abitualmente) col senno di poi non lo faremmo più, quello che avevamo letto erano tutte balle, le sistemazioni ci sono eccome, tant’è che dopo 5 giorni, insoddisfatti del Barat, abbiamo cambiato resort e con camere libere c’è n’erano più d’uno.

Perlomeno i primi di luglio abbiamo trovato questa situazione, magari in agosto e veramente tutto pieno, non sappiamo dire con precisione, ma comunque a noi non piace prenotare prima, preferiamo vedere le camere sul posto e poi soprattutto in Asia trattare anche il prezzo, cosa che infatti abbiamo fatto anche a Besar quando siamo venuti via dal Barat.

Comunque anche se non sarà il resort ad organizzarvi il transfert state tranquilli, sia appena si arriva all’aeroporto di Kota Bahru, sia a Kuala Besut troverete senza difficoltà un passaggio è pieno di cartelli e di tour operator che vivono solo di quello.

A proposito, come si vede nel video, prima di imbarcarsi per le isole c’è da pagare un piccola tassa perché si sta per entrare in una area protetta, tutta la zona è infatti considerata un parco marino protetto e salvaguardato…e si vede!

Situate nel Mar Cinese Meridionale questo gruppo di isole sono veramente selvagge, forse il posto più selvaggio in cui siamo stati…

…popolate da varani giganti che qui chiamano “Dragon Lazard” lucertoloni che girano per la spiaggia e vengono pure a fare il bagno, in pratica te li ritrovi un po’ ovunque…

…da una vastissima popolazione di pipistrelli giganti (volpi volanti) che di notte fanno un casino della madonna…

…senza contare poi le tante scimmie e scoiattoli che gironzolano per il resort e le bellissime spiagge…

…con un mare pieno di pesci colorati ed una barriera corallina incontaminata. Queste isole, alla fine, sono state in assoluto uno dei luoghi che ci sono piaciuti di più in tutti viaggi che abbiamo fatto.

Appena sbarcati, forse può essere un po’ spiazzante il sapere che all’infuori della spiaggia in cui ti trovi, non puoi andare da solo da nessuna altra parte, alle spalle ed ai lati c’è una giungla impenetrabile, davanti solo mare, un mare bello, caldo e limpido come pochi, con quasi sempre la barriera corallina a poche bracciate dalla riva.

Ma ci si abitua presto a questo isolamento, anzi alla fine è proprio la cosa che si apprezza di più. Quando s’impara poi come muoversi, cioè con i water taxi, barchette che si trovano ovunque che per l’equivalente di 2- 4 euro a persona ti portano da un spiaggia all’altra, da un’isola all’altra…

…la cifra che chiedono è sempre a persona e bisogna essere minimo in due, se si è da soli si paga per due, inoltre alla sera dopo le 19:00 fanno pagare il doppio, i prezzi solo uguali ovunque e come si vede dal cartello si può andare dappertutto ad una cifra abbordabilissima, tenete presente che 10 RM corrispondono più o meno a 2 euro.

Questi barcaioli si trovano su tutte le spiagge, ogni resort ha poi il suo fido barcaiolo si cui contare, ci si mette d’accordo sull’ora in cui farsi venire a prendere e loro arrivano, oppure si possono anche contattare via Whats App, la rete telefonica prende più o meno ovunque, tranne nelle zone più remote e lontane.

Anche il Wi FI, seppur un po’ lento, quasi tutti i resort lo offrono.

Tenete presente che le Perhentian da ottobre ad aprile si svuotano, vanno proprio via tutti, vanno tutti sulla terraferma, i resort chiudono e non ci sono più collegamenti, arriva il monsone e la natura si riprende tutto.

Piove quasi ininterrottamente per 4 – 5  mesi, il mare in tempesta si mangia pezzi di costa ed a volte distrugge anche parti di barriera corallina, insomma “Madre Natura” fa il suo mestiere ed proprio questo il bello di queste isole, si vede e si percepisce che nonostante la presenza umana ed il turismo che aumenta ogni anno, rimangono un posto veramente vero e selvaggio, pieno di animali che fanno quello che gli pare, di alberi giganteschi all’interno di una foresta incontaminata e di strani e grossi pesci mai visti prima.

Nel periodo che ci siamo stati noi, i primi di luglio, ha piovuto spesso, per fortuna solo di notte, ma erano rovesci talmente grossi e forti con tuoni e fulmini pazzeschi, tremava tutto il bungalow e più di una volta ci siamo svegliati, gli abitanti ci hanno raccontato che questo è niente rispetto a quello che succede durante il nostro inverno.

Al mattino, comunque, sempre ma proprio sempre splendeva un bellissimo sole ed il cielo era bello limpido, mai in quel periodo abbiamo beccato delle piogge diurne.

Questo può essere uno dei motivi del perché i resort risultano essere notevolmente più cari rispetto a strutture simili che si trovano nei paesi limitrofi come Indonesia o Thailandia, alla fine lavorando solo 4 – 5 mesi all’anno devono per forza recuperare e soprattutto risistemare tutti danni che il monsone fa quando sono chiusi.

Per esempio, come dicevamo in precedenza, noi avevamo prenotato al The Barat Perhentian, che nonostante si chiami beach resort, di spiaggia invece non ne ha proprio.

Avevamo fatto la cavolata di prenotare una camera Family Standard e guardate che loculo ci hanno proposto per ben 68 euro al giorno (senza colazione)…

…ma si può proporre una camera così a quella cifra!…una vera schifezza di 4 metri per 2, in cui ci siamo rifiutati di andare (ecco perchè preferiamo NON prenotare e farci vedere le camere prima)…

…siamo riusciti a farci cambiare camera e ci hanno spostati, pagando 20 euro in più a notte, in una Family Deluxe, che era poi questo chalet con patio, bello e confortevole, ma comunque molto caro (84 euro) rispetto ai prezzi per strutture analoghe trovati in Asia nei precedenti viaggi…

…di per sé il posto era carino, qua per esempio è dove facevamo colazione…

..c’era un ottimo ristorante con una scelta veramente varia di pietanze, cucina malese, indiana…

…crostacei vari, tra cui squisiti gamberi come questi…

….oppure cucina cinese, che se fatta bene, come questi noodles con gamberi è eccezionale, in alternativa per chi voleva non mancavano la classica  pasta e la pizza…

…ma la cosa migliore, in cui il ristorante del Barat eccelleva era il pesce alla brace, si sceglieva il pesce, che veniva pesato (in foto un bel red snapper, il nostro dentice)…

…e poi dopo una bella cottura alla brace veniva servito al tavolo insieme a patate e riso al cocco…

..servito e finito in due secondi, ai nostri figli piaceva da matti è più di una volta abbiamo dovuto ordinarne un’altro. Con 14-16 euro mangiavamo in 4 e dobbiamo ammettere che al Barat erano i più bravi a farlo, ne abbiamo provati altri ma mai erano cotti così bene e gustosi come quelli di questo ristorante…

…in definitiva, una volta cambiata camera al Barat non si stava per niente male, era un pò caro e per i nostri gusti c’era anche un pò troppa gente, ma si stava bene e soprattutto si mangiava bene, di seguito il video di questa sistemazione:

Come avrete visto lo chalet non era niente male, costava abbastanza e sarebbe anche andato bene se non fosse che era disponibile solo 5 notti e dato che le nostre intenzioni erano invece di rimanere sull’isola molto di più, almeno due settimane (alla fine ci siamo stati 16 notti) ci siamo messi alla ricerca di un nuovo resort…

…e praticamente di fianco al Barat abbiamo trovato posto in uno dei posti più storici dell’isola: Mama’s Chalet, la Mama sarebbe poi questa simpatica nonna che comandava a bacchetta…

…uno stuolo di donne, figlie, nipoti, nuore che si occupavano di mandare avanti la baracca, eravamo capitati in una delle prime e più storiche strutture che avevano aperto sull’isola…

…un bellissimo ambiente, familiare, con molto meno casino del Barat e con tutti i quanti i servizi, forse un pò più spartano e grezzo (non sono neanche su Booking) ma a noi è piaciuto tantissimo…

…abbiamo quindi trattato con Mama, era lei che decideva tutto, il prezzo per 11 notti…

…e ci siamo fatti dare questo bello chalet con patio di fronte al mare per soli 60 euro a notte!..contro gli 84 che pagavano al Barat…una bella differenza…

…questa era la vista che avevamo dall’interno della camera, che era bella larga e spaziosa, un po’ più vecchiotta rispetto al Barat

…ma a noi andava benissimo, inoltre di fronte alla camera c’era questa bella porzione di spiaggia…

…dove Alfredo poteva giocare indisturbato con la sabbia…

…e visto l’ambiente familiare in cui ci trovavamo era pieno di bimbi, figli, nipoti di Mama, con i relativi giochi, palette e secchielli…

…c’era il servizio di lavanderia, dove per 2 euro ti lavavano un kg di indumenti e noi ne abbiamo approfittato subito…

…il WI-FI invece funzionava bene solo alla reception, ma a noi non importava più di tanto dal momento che avevamo le sim locali, solo Anita nel suo iPad ne era sprovvista e quindi come si vede in foto si recava alla reception a vedere i suoi film di cavalli…

…il ristorante però non era all’altezza del Barat, c’era meno scelta ed era diciamo un pò “basic” ma non c’era problema si poteva andare in qualunque momento di fianco, al Barat, anche se poi noi alla fine abbiamo mangiato molto spesso da Mama erano troppo carini e simpatici, sembrava di stare in famiglia, insomma cambiare è stato provvidenziale questo posto ci è piaciuto molto di più, guardate qua:

Quindi ricordate, se mai andrete al Barat evitate le camere Family Standard ed andateci soprattutto per mangiare, mentre vi consigliamo caldamente di valutare il Mama’s Chalet, un caldo ed accogliente ambiente famigliare vi aspetterà per farvi godere appieno la permanenza a Pulau Besar.

Ed ora dopo che abbiamo spiegato per bene come e dove ci siamo sistemati, andiamo raccontare cosa abbiamo fatto nei 15 giorni (che sono volati) in questo remote isole nel Mare Cinese Meridionale, cominciamo dall’isola in cui alloggiavamo:

 

P  U  L  A  U       B  E  S  A  R

A Pulau Besar, che letteralmente significa “isola grande”, non c’è niente. Nel senso che tolto il mare, uno dei più belli che abbiamo mai visto, non c’è molto altro.

Non c’è un supermarket, ci sono solo due mini market (che hanno in prevalenza roba da spiaggia) uno all’interno del resort Coral View ed un’altro da Abdul Chalet’s, per un supermarket più fornito bisogna andare nell’isola di fronte a Pulau Kecil.

Non c’è una farmacia, non c’è un ospedale, c’è una specie di pronto soccorso sempre a Kecil (in cui siamo stati, come racconteremo più avanti) non c’è un posto di polizia, non ci sono strade, non c’è neanche la moschea (e questo dice molto) ma si sente la preghiera del muezzin lo stesso due volte al giorno che arriva dalla vicinissima Kecil.

Ci sono però un mucchio di animali che girano liberi e fanno il cavolo che gli pare, tipo questo varano che ha appena finito di fare il bagnetto:

Oppure questi enormi pipistrelli, proprio sopra il bungalow, che di notte si azzuffavano facendo un casino pazzesco, sentite qua il loro verso:

…tutta notte si sentiva questo stridere fortissimo e la mattina dopo per terra si trovava un’infinita di manghi smangiucchiati.

C’è una natura maestosa ed una giungla impenetrabile, ma sopratutto c’è un mare trasparente, pulito e caldo, con enormi tartarughe che vengono a sbirciare a pochi metri dalla riva:

Ma non solo, a poche bracciate dalla riva anche innocui (così ci dicono) squali pinna nera che nuotano curiosi:

Oppure non è difficile imbattersi in branchi di sardine che nuotano controcorrente:

Insomma un piccolo paradiso per chi ama la natura e soprattutto per chi ama fare snorkeling o meglio ancora immersioni subacquee.

Ci siamo spostati da una spiaggia all’altra solo in barca e più o meno le abbiamo visitate quasi tutte sia a Besar che a Kecil

….cominciamo quindi col raccontarvi tutte le spiagge di Besar (Big Island) e per farvi capire meglio ecco la cartina con indicata per bene ogni spiaggiainiziamo da quella a noi più vicina:

 

L  A      S  P  I  A  G  G  I  A      D  E  L       P.  I.  R.

Per P.I.R. s’intende il Perenthian Island Resort, struttura di lusso che affaccia su questa splendida baia, è infatti cosa abbastanza comune chiamare la spiaggia col nome del resort che affaccia su di essa, un pò perché i nomi malesi sono difficili da pronunciare e da ricordare ed un pò per comodità quando si danno le indicazioni ai barcaioli.

Uno dei motivi per cui avevamo scelto di alloggiare al Barat e poi al Mama era proprio il fatto che distavano solo 5 minuti a piedi da questa meraviglia…

…si camminava a piedi, si attraversava il Coral View Resort e poi una scalinata in cemento e si sbucava su questa spiaggia e noi è stata la prima cosa che abbiamo fatto appena arrivati…

…era verso la fine giugno e la spiaggia era quasi deserta, quando siamo venuti via dalle Perhentian, all’incirca verso il 12-13 luglio, questa spiaggia in particolare modo aveva cominciato a riempirsi assai…

…comunque noi, belli sudati per via della camminata, appena messo piede sulla sabbia ci siamo tuffati subito in questa acqua bella, limpida e cristallina…

…Anita era super attrezzata, avendo ricevuto in regalo per il suo compleanno una GoPro era pronta ad immergersi ed immortalare il mondo sottomarino, cosa che abbiamo fatto in abbondanza nei giorni a seguire, a tale proposito consigliamo caldamente, sopratutto per i bimbi, di procurarsi le scarpette di gomma per andare in acqua, non sempre c’è ne sarà bisogno, ma meglio evitare di tagliarsi con il corallo, si rischia di rovinarsi la vacanza.

Anche nella spiaggia del P.I.R c’è la possibilità di fare ottimo snorkeling, tutta la parte a sinistra, come si vede in foto, della passerella/molo in cemento colorata, la parte esattamente di fronte al Coral View Resort è eccezionale, sebbene l’ultimo monsone l’abbia un pò rovinata, ci sono un mucchio di coralli colorati, pesci pappagallo, pesci pagliaccio il tutto a pochi metri dalla riva…

…ma non solo, questa spiaggia è famosa perché appena di fronte al molo (dove si vedono le barche ferme nella foto precedente) abitualmente vengono a brucare il fondale un mucchio di tartarughe, non a caso infatti una sosta qua (turtle point) fa parte dell’escursione chiamata: TRIP A (di cui parleremo più avanti).

Le tartarughe, che sono anche belle grosse, ci vengono sempre è impossibile non trovarle e se alloggerete in zona vi consigliamo di immergervi per cercarle verso le 5 di pomeriggio, dopo che è andato via tutto il casino di gente, che immancabilmente soprattutto il mattino c’è sempre.

Vi basterà percorrere tutto il molo colorato, immergervi e nuotare una decina di metri mantenendo la destra, le tartarughe amano brucare il fondale con le alghe, quindi dove non c’è corallo, impossibile non trovarle noi l’abbiamo fatto più volte, di seguito il video del primo incontro di Alfredo con una tartaruga nel suo habitat:

Dovete sapere che Alfredo, prima di questo viaggio non metteva neanche la testa sott’acqua, poi a forza di vedere la sorella che in pratica è un pesce, complice l’acqua cristallina e calda, si è deciso a fare snorkeling pure lui…

…e gli si è aperto un mondo la prima cosa che ha esclamato dopo la prima volta è stato: “avevate ragione sott’acqua e bellissimo!!”…

…da allora è stato un problema tirarlo fuori dall’acqua, ci stava delle 5-6 ore di fila, esplorando tutti fondali, anche quando non c’era corallo…

…comunque il primo giorno oltre a fare snorkeling, ci siamo goduti da matti l’acqua veramente cristallina ed alla giusta temperatura…

…giusto un pò freschina quel che basta, che quando sei accaldato dal sole tropicale gusta da matti e poi guardate che trasparenza…

…erano in assoluto i primi bagni della stagione e siamo rimasti a mollo a giocare per un bel pò…

…Anita ha fatto le sue solite acrobazie subacquee, poi ci siamo mesi anche ad esplorare tutta la spiaggia arrivando fino in fondo, nel video si vede tutto bene:

In definitiva la spiaggia del P.I.R. rimane sicuramente una delle più belle, la presenza del resort non è invasiva e se si arriva fino in fondo è ancora meglio perché si ha la giungla alle spalle, inoltre il fatto che si possano osservare le tartarughe appena al largo la rende unica, ma noi non la metteremmo al primo posto.

Al primo posto ci mettiamo sicuramente una spiaggia dove non ci sono le tartarughe, bensì le loro uova, stiamo parlando di:

 

T  U  R  T  L  E       B  E  A  C  H

Turtle Beach è il paradiso tropicale proprio come te lo immagini, un’acqua pazzesca, una giungla selvaggia, nessun resort o presenza umana…

…situata a Nord-Ovest di Besar, praticamente due insenature sopra il P.I.R., ci si arriva solo in barca e guardate qua com’è il primo impatto con il suo mare:

Non c’è niente e bisogna portarsi da mangiare se si ha intenzione di rimanerci tutto il giorno, anzi entro le 18:00 bisogna per forza andare via, di notte è assolutamente proibito andarci dal momento che è un parco marino protetto…

…tutta la spiaggia fa parte del Perhentian Turtle Project, ed è il caso proprio di ringraziare questi animali che hanno scelto questo luogo per depositare le uova…

…formata da due grandi mezzelune questa distesa di bianca e fine sabbia è infatti il luogo in cui, praticamente durante tutto l’anno (da quello che abbiamo capito) le tartarughe, da sempre di notte, vengono a depositare le uova…

…per questo motivo è nato questo centro e di conseguenza ha fatto sì che rimanesse totalmente incontaminata e selvaggia…

…in pratica le uova vengono raccolte tutte le mattine e messe dentro un recinto dove sono controllate giorno e notte, in attesa della schiusa…

…tutta la spiaggia, per la sua lunghezza, è contrassegnata da paletti con dei numeri e date che corrispondono ad una determinata covata…

…non ci sono strutture, solo mare trasparente, sole, sabbia, noi ci facevamo portare qui, dove si vede in foto, all’ombra degli alberi vicino a questi grossi massi…

…ci portavamo dietro dei tuna sandwich che immancabilmente dovevamo dividere con gli scoiattoli che uscivano dalla foresta…

…e rimanevano lì tutto il giorno, fuori e dentro dall’acqua…con la speranza che fosse il giorno buono della schiusa.

Sono state giornate indimenticabili di pace e silenzio immersi in una natura rigogliosa e intatta…

…tra l’altro passate le due di pomeriggio andavano via tutti, rimanevamo solo noi, con la bellissima sensazione di avere questa spiaggia così isolata e lontana tutta nostra…

…eravamo comunque sempre in acqua, c’era un mare troppo invitante e non mancava anche lì l’occasione di fare snorkeling…

…sulla sinistra (con la spiaggia alle spalle) c’era infatti un ottimo punto con barriera corallina, un punto di immersione in cui si veniva anche con il TRIP A, escursione che abbiamo fatto e di cui parliamo più avanti…

…quindi anche noi più di una volta ci siamo fiondati a snorkelare (come diceva l’ormai esperto Alfredo).

Turtle Beach è stata in assoluto la spiaggia che abbiamo preferito ed una delle poche in cui siamo venuti più volte, di seguito il video che pensiamo renda bene l’idea:

Come abbiamo detto in precedenza per spostarsi da una spiaggia all’altra abbiamo sempre preso la barca, tranne una volta…

…quando volendo andare alla spiaggia del Tuna Bay Resort, che rimane sotto quella del Barat, su consiglio di Mama, invece di prendere la barca ci siamo avventurati a piedi nella giungla, seguendo una pista appena segnalata e facendo così il nostro primo:

 

J  U  N  G  L  E       T  R  E  K  K  I  N  G

In sandali, costume da bagno e con tutta l’attrezzatura da spiaggia, ci siamo quindi inoltrati su indicazioni di Mama in persona…

…in un passaggio che si trovava appena finiva il Mama’s Chalet segnalato da questi cartelli che indicavano la fitta giungla…

…siamo quindi entrati nella foresta con l’intenzione di sbucare sulla spiaggia del Tuna Bay Resort, cosa più semplice a dirsi che a farsi, praticamente il sentiero non esisteva…

…bisognava seguire questa conduttura, in mezzo alla foresta, scalando enormi massi con l’aiuto di corde…

…il terreno era veramente impraticabile, formato da inestricabili radici, foglie secche, pietre, tronchi caduti…

…e con liane, piante, frutti e fiori stranissimi che ci circondavano, il tutto accompagnato da un caldo che all’interno della foresta diventava opprimente…

…la cosa bella poi era che questi massi, sembravano essere stati buttati lì, in mezzo alla giungla, a casaccio da un gigante…

…la prima parte è stata tutta in salita ed inerpicandosi su queste rocce, liane, radici ed in mezzo a maestosi alberi…

…si percepiva in pieno la netta sensazione di quanto siano selvaggi questi posti e delle enormi quantità di pioggia che cade annualmente in queste zone…

…comunque dopo una ventina di minuti (che ad essere sinceri sono sembrati di più) abbiamo avvistato il mare e siamo sbucati dall’altra parte, con la netta consapevolezza che il ritorno sarebbe stato fatto in barca.

Nel video di seguito si vede per bene tutta la traversata:

Eravamo arrivati nella tanto agognata spiaggia del Tuna Bay Resort che è un resort molto caro davanti ad un bellissimo tratto di mare…

…questa lunghissima spiaggia, comunemente chiamata così per comodità, in realtà è anche questa un parco marino protetto, per la precisione il:

 

T  A  M  A  N       L  A  U  T        M  A  R  I  N  E        P  A  R  K

Tutto questo lembo di costa infatti fa parte del “ Taman Laut Marine Park “ e si trova lungo la spiaggia tra il Tuna Bay Resort e Abdul Chalet…

…due famosi resort, separati da questo grosso pontile in cemento (ci hanno poi spiegato che tutti questi moli, pontili e passerelle venivano fatti in cemento altrimenti non sarebbero sopravvissuti ai forti venti ed alla pioggia del monsone invernale, questo la dice lunga sull’unicità di questi posti)…

…anche qui eravamo in un piccolo paradiso con acque limpide piene di pesci, dove abbiamo fatto snorkeling tutto il giorno, non c’era tanto corallo, ma c’erano un mucchio di pesci…

…ed è stato un bel problema tirare fuori Alfredo dall’acqua…

…in questo barettino sulla spiaggia abbiamo pranzato, lei è la cameriera…

…con noodles con gamberi ed un mucchio (troppa) salsa di soia per noi ed il solito tuna sandwich per Alfredo…

…anche il barettino si trovava tra il Tuna Bay Resort e Abdul Chalet e mentre il Tuna Bay è stracaro (avevamo chiesto i prezzi) Abdul invece è eccezionale sia come prezzi che come location, è questo che si vede in foto alle spalle di Alfredo…

…si trova in un posto fantastico, il sole ci tramonta proprio davanti, i bungalow sono veramente carini e non costano molto, solo che sono pochi e sempre pieni, bisogna prenotare dal loro sito in dicembre per trovare posto (forse) in luglio (non sono su Booking, come molti qua) noi li avevamo contattati ma era troppo tardi, se venite qua valutatelo per tempo, consigliatissimo!

Comunque la giornata è  volata tra continui bagni, snorkeling ed a riposarci proprio davanti ad Abdul Chalet

…siamo rimasti fino al calar del sole, che è sicuramente l’ora migliore per godersi questi posti…

…e come abbiamo detto in precedenza al ritorno abbiamo preso una barca, non ce la siamo sentita di tornare dalla giungla all’imbrunire, di seguito il video di tutta la giornata:

Siamo arrivati da Mama’s Chalet belli stanchi e cotti, avevamo passato una bella e rilassante giornata di mare, ma però una volta nel bungalow abbiamo avuto un’amara sorpresa…

…tutti quanti, soprattutto i bimbi, avevamo il corpo pieno di queste punture ed eruzioni cutanee che facevano un prurito pazzesco!

Non sapendo bene cosa fossero ci siamo dati varie creme tra cui quella per le punture delle meduse, che avevamo provvidenzialmente portato da casa, ma niente da fare il prurito non accennava a diminuire e la voglia di grattarsi era fortissima.

Di meduse non ne avevamo viste, neanche in lontananza e non riuscivamo a capire se era qualcosa che aveva anche fare con il mare o con la sabbia.

Quello che era messo peggio era il povero Alfredo, che soprattutto nel sedere e sulla schiena era totalmente massacrato, quindi dopo una notte da incubo, tra pianti e grattate varie, l’indomani mattina siamo andati subito al pronto soccorso che si trovava a Kecil, 5 minuti in barca da dove eravamo noi.

Il medico è stato molto carino e professionale individuando subito il problema; larve di medusa, dette anche pulci di mare, spiegandoci che non eravamo i primi e che quell’anno purtroppo c’è n’erano un’infinità ed era un continuo via vai di turisti ed anche gente del posto che arrivava massacrata in ambulatorio.

Ci ha dato delle creme antibiotiche e cortisoniche ed anche un antibiotico via bocca per i bimbi, che risultano essere i soggetti più vulnerabili, anche perché stanno molto di più in acqua, in effetti Alfredo il giorno precedente era stato tutto il giorno a mollo e sopratutto era stato molto sul bagnoasciuga.

Ci ha fatto pagare solo i farmaci e non abbiamo pagato niente per la visita, l’ambulatorio è risultato essere comunque pulito e funzionale, ma molto essenziale, adatto solo per piccole e lievi emergenze e quindi auspicabile non stare o farsi veramente male.

Ci ha anche spiegato che la maggior parte della gente viene punta da queste larve di medusa (che non si vedono ad occhio nudo) quando queste rimangono intrappolate tra il costume da bagno e la pelle. Di consolatorio c’era il fatto che la presenza di questi animaletti stava a significare che il mare era veramente pulito ed incontaminato.

Parlando poi con la Mama’s Family ci hanno confermato che quell’anno era propio così ed anche noi, ora che ci facevamo caso, vedevamo un mucchio di persone al ristorante che si grattava, che si spalmava creme, la gente del posto non sapeva spiegarsi il motivo ci hanno raccontato che era successa la stessa cosa nel 2013.

Comunque seguendo i consigli del medico siamo stati un giorno intero tranquilli all’ombra senza andare al mare, fino a quando il prurito è sparito e le eruzioni cutanee sono rientrate.

Ad un certo punto non c’è la facevamo più, dovevamo assolutamente tornare in acqua, abbiamo quindi deciso di farci portare nella parte sud dell’isola di Besar, nella speranza che lì non ci fossero queste dannate larve di medusa.

In barca ci siamo fatti portare quindi in questa grande baia, comunemente anche chiamata Flora Bay Beach dal nome di uno dei resort che si affaccia sulla spiaggia, ma che che in realtà si chiama:

 

T  E  L  U  K     D  A  L  A  M     B  E  A  C  H

Si arriva direttamente sul pontile di fronte al Flora Bay Resort e sicuramente questa bella e lunghissima spiaggia è meglio chiamarla con il nome del resort, perché i nomi malesi sono veramente difficili da ricordare…

…si trova nella parte sud di Besar in un’enorme baia in cui si trovano svariati resort e noi così per curiosità abbiamo chiesto se c’erano bungalow liberi e ne abbiamo trovati parecchi, che costavano anche molto meno di Mama’s Chalet

…la zona è isolata, ma veramente molto bella, sopratutto molto, molto tranquilla, c’è questa fantastica, larga e lunga spiaggia di sabbia fine, circondata dalle sempre presenti rocce di granito…

…un pò timorosi, per via di stò cavolo di larve di medusa, siamo entrati in acqua per la nostra razione di snorkeling quotidiano…

…tanto corallo praticamente a riva e sopratutto tante anemoni con un mucchio di pesci pagliaccio di varie specie, abbiamo fatto dei bellissimi bagni e le larve di medusa non si sono fatte sentire per fortuna…

…ci siamo piazzati sotto quest’albero di fronte al Flora Bay Resort, dove abbiamo anche pranzato…

…con nasi goreng, hamburger ed il solito tuna sandwich, mangiando molto bene e spendendo pochissimo (rispetto al Barat, più passavano i giorni, più ci rendevamo conto quanto fosse sproporzionato il rapporto qualità/prezzo di questo rinomato resort)…

…Il Flora Bay Resort, che è questo che si vede in foto aveva anche un bungalow libero ad un ottimo prezzo e per un attimo abbiamo pensato di trasferirci qui, ci è parso comunque di capire che, questa zona un po’ più isolata dal resto, sia veramente più economica.

Ma la cosa che ci è piaciuta di più è stata la pace e la tranquillità che il posto trasmetteva, pochi turisti, tanta gente del posto…

…e sopratutto molti bimbi del posto, con cui Alfredo ha giocato felice…

…persone gentili, silenzio e serenità regnavano sovrani…

…i bimbi giocavano in riva al mare con la sabbia…

…oppure scalavano l’albero che ci riparava dal sole…

…o si dondolavano sull’altalena insieme anche agli altri bimbi…

…insomma siamo stati in totale relax, avvolti dal silenzio e dalle pace, intervallando letture di libri sull’amaca con bagni ristoratori.

Nel tardo pomeriggio da questo banchetto che avevano allestito in spiaggia ci siamo rimpinzati di cibo da strada, tutto fritto, per niente salutare, ma buonissimo!

…fish ball, banane fritte, spring roll e un mucchio di altre leccornie rigorosamente fritte, ce ne siamo anche portate a casa, in pratica abbiamo cenato.

Siamo rimasti in questo limbo di pace fino a sera, poi con la pancia piena e la mente serena e riposata siamo tornati da Mama’s Chalet, di seguito il video della giornata:

Appena rientrati nel bungalow ci siamo controllati per bene tutto il corpo, le larve di medusa non avevano colpito, quella zona ne sembrava libera.

Con sollievo abbiamo allora pianificato l’uscita del giorno dopo.

Non è stato difficile scegliere, dal momento che ormai le spiagge di Besar le avevamo visitate praticamente tutte, mancava solo quel lungo lembo di sabbia dopo Abdul Chalet (dove le larve di medusa avevano colpito) una zona denominata:

 

T  E  L  U  K      K  E  K  E       B  E  A  C  H

Il giorno dopo ci siamo quindi fatti portare in barca davanti Abdul Chalets, nella parte ovest di Besar

…poi abbiamo percorso a piedi tutto il litorale verso sud, passando da una baia all’altra sulle solite scalinate in cemento che stavolta passavano in mezzo alle belle rocce di granito di cui tutta la zona era piena…

…ogni baia aveva il suo solito pontile colorato di cemento…

…ed abbiamo notato che questa era la zona dove erano concentrati  quasi tutti gli Scuba Diving (le scuole dove s’insegna ad immergersi)…

…lungo la strada tanti bei posticini per dormire, molto basici (diciamo da backpapers) ed anche barettini sulla spiaggia dove ci siamo fermati a bere qualcosa…

…man mano che si andava avanti la natura si faceva più rigogliosa e la presenza umana scemava…

…fino ad arrivare ad una fantastica baia a mezzaluna contornata dai soliti enormi massi.

Un silenzio surreale regnava nell’aria, solo il rumore del mare ed il verso in lontananza degli uccelli marini.

Eravamo arrivati a Teluk Keke Beach e non ci saremo più mossi da lì fino al tramonto.

Abbiamo fatto un fantastico snorkeling, praticamente dalla riva, tra l’altro in fondo, ma comunque raggiungibile a nuoto si trovava il famoso KK POINT punto d’immersione con coralli colorati e pieno di pesci (forse il più bello che abbiamo visto) una delle soste che faceva il TRIP A.

Siamo rimasti fino al calar del sole, poi piano pano con calma siamo tornati sui nostri passi per andare a prendere davanti al Tuna Beach Resort la barca che ci ha riportato davanti al Mama’s Chalet.

Di seguito il video della giornata:

Anche quel giorno nessuna puntura di larve di medusa, mah!…chissà forse una mareggiata notturna ha pulito la costa, così ci dicevano i locali, nessuno ha mai saputo spiegarci l’accaduto, se non col fatto che riccorrentemente ogni 2/3 anni succede.

Ecco qua, queste sono state tutte le spiagge di Besar che abbiamo visitato e come avrete capito la nostra preferita è stata in assoluto Turtle Beach, anche se poi in definitiva tutte meritano di essere vissute, il mare è stupendo, limpido e pieno di pesci ovunque.

Tra una spiaggia e l’altra comunque non ci siamo fatti mancare le escursioni che si fanno in barca, quindi prima di raccontarvi le spiagge di Kecil, di seguito il capitolo:

 

E  S  C  U R  S  I  O  N  I

Come recita questo cartello le escursioni che si possono fare sono queste, il prezzo è identico ovunque, noi come al solito trattavamo e siamo riusciti ad andarci pagando in 3 (Alfredo gratis)

Ogni resort è in grado di offrirle, durano in media 4-5 ore l’una e si può scegliere di farle o al mattino o al pomeriggio.

Noi abbiamo fatto il TRIP A ed il TRIP B ed in pratica si tratta di essere portati nel migliori punti di snorkeling intorno a Besar e Kecil, molti dei quali come abbiamo detto in precedenza sono raggiungibili anche da soli con una barca privata o nuotando.

Avremmo anche voluto fare il TRIP D il più lungo ed il più lontano, che dava modo di vedere l’isola di Redang e fino in ultimo siamo stati lì per farlo, ma poi per questioni di budget abbiamo evitato.

Andiamo quindi a cominciare con il:

 

T  R  I  P     A

Abbiamo deciso di fare le escursioni con il Barat, solo per comodità perché come abbiamo detto in precedenza i costi sono identici ovunque…

…e visto che si trattava di passare tutta la mattina a fare snorkeling ci è sembrato opportuno noleggiare le pinne…

…che purtroppo per Alfredo non c’erano della sua misura…

…siamo partiti alle 10 di mattina e con noi (per fortuna) sulla barca c’era solo una simpatica coppia di francesi con due bimbi pure loro…

…prima tappa Turtle Beach, che era proprio la nostra spiaggia preferita, ma però in spiaggia non ci si scende per niente…

…ci si ferma prima in uno specifico punto snorkeling contrassegnato da delle boe (in questo stesso punto siamo venuti più volte a nuoto quando ci facevamo lasciare a Turtle Beach).

Anita, super attrezzata, era ormai una grande esperta di snorkeling e con la sua GoPro ha cominciato a fare riprese subacquee…

…Alfredo invece aveva appena vinto la paura di immergere la testa sott’acqua, vedere i pesci nel loro habitat è stata per lui una cosa sconvolgente, ne era completamente affascinato e non sarebbe mai più voluto uscire dall’acqua.

La seconda tappa è stata invece Turtle Point, che non era altro che una sosta al largo di fronte al pontile della spiaggia del P.I.R, che come abbiamo detto prima è un luogo dove per certo si avvistano le tartarughe, però per nostra esperienza è meglio venirci verso le 5 di pomeriggio, al mattino verso le 11 c’è un casino pazzesco è pieno di barche, turisti, gente che si tuffa, le tartarughe ci sono, ma non si riesce a godere per bene della situazione, meglio al pomeriggio.

La terza tappa è stata KK POINT in assoluto la più bella, circondati da una intricata, verde e suggestiva giungla, con questi enormi massi a far da contorno…

…abbiamo visto i fondali più colorati ed intatti, con una miriade di pesci grandi e piccoli…

…come abbiamo detto in precedenza qui ci si può anche venire per i fatti propri partendo a nuoto da Telus Keke Beach.

Quarta ed ultima tappa Shark Point, luogo abbastanza inquietante dove dimorano e praticamente si ha la certezza di incontrare tanti squali pinna nera molto grandi, duranti altri snorkeling li avevano già incontrati, ma erano squaletti, qui invece  sono belli grossi, ed anche se si sa che sono innocui per l’uomo, incontrarli sott’acqua che ti vengono incontro fa sempre una certa impressione.

Con questa immersione si è concluso il TRIP A e più o meno intorno alle due di pomeriggio siamo tornati alla base, di seguito il video di tutta l’escursione:

Abbiamo fatto passare alcuni giorni e poi ci siamo avventurati con il:

 

T  R  I  P      B

Anche il Trip B consisteva in un’intera mattina passata a fare snorkeling, ed anche quel giorno abbiamo noleggiato le pinne…

…la prima tappa è stata Rawa Island (che non c’entra niente con l’omonima isola che si trova molto più a sud)…

…bensì con questo isolotto tutto ricoperto dalla vegetazione che si trova a Nord-Est di Kecil, in cui non si scende a terra…

…ma si fa un ottimo snorkeling nelle sue acque, che sono famose per la presenza di tanti grossi pesci napoleone…

….anche questa volta in barca con noi una famiglia questa volta polacca con dei bimbi come i nostri, più un gruppo di uomini malesi in vacanza…

…seconda tappa; Tokong Burung, anche questo un isolotto poco distante in cui stavolta, mentre si fa snorkeling, si può accedere alla spiaggia, come hanno fatto il papà ed Anita che sono sulla costa che salutano…

…anche qui un mucchio di pesci ed una barriera corallina veramente bella…

…terza tappa; Serenggeh Island, stessa cosa, bel corallo con stavolta un’infinità di pesci pagliaccio di diverse tipi nascosti in mezzo agli anemoni…

…e per finire ci si siamo diretti in mezzo al mare al largo di Kecil per tuffarci nelle acque intorno al faro (lighthouse) dove abbiamo nuotato in mezzo ad un’enorme branco di sardine.

Di seguito il video di tutta la mattinata:

Ci rendiam ben conto che foto e video non rendono bene l’idea di quello che vedevamo sott’acqua, proprio per questo Anita ha girato e montato tutte le riprese subacquee che ha fatto con la sua nuova GoPro in un’unico video, eccolo qua:

Tutto quello che si vede in questo video è stato ripreso non solo nelle escursioni ma anche in tutti gli snorkeling quotidiani che facevamo tra Besar e Kecil

Ed ora andiamo a raccontarvi dell’isola piccola e delle sue spiagge:

 

P  U  L  A  U      K  E  C  I  L

In pratica Pulau Kecil (isola piccola) è il posto più urbanizzato della zona, si trova a soli 5 minuti di barca da Besar ed appena ci si arriva…

…si sbarca nella parte denominata “village” (il centro in pratica) e ci si rende subito conto che praticamente si tratta di un’unica viuzza con il posto di polizia, un piccolo pronto soccorso, alcuni negozietti e la moschea, stop.

Tanti bimbi che giocano, molto caldo e quella sonnolenta indolenza tipica dei posti ai confini di tutto…

…noi ci siamo venuti due volte, la prima per andare al pronto soccorso (come abbiamo raccontato in precedenza) e la seconda per fare la spesa nell’unico supermercato…

…che come si vede in foto era molto fornito, in assoluto il posto più fornito di tutta la zona…

…abbiamo comprato un pò di snack e sopratutto tanta frutta da mangiare durante le lunghe giornate in spiaggia, di seguito il video che fa capire meglio l’atmosfera che c’era in questo sperduto luogo:

Lo stesso giorno, dopo aver fatto la spesa ci siamo fatti portare in una delle spiagge più famose dell’isola:

 

L  O  N  G      B  E  A  C  H

Situata nella parte Est dell’isola più o meno a metà, questa lunga e famosa spiaggia si è rivelata fin da subito una grande delusione…

…un lungo arenile pieno d’ombrelloni, con un mucchio di bar e ristoranti ma soprattutto con il mare pieno di barche, sarà stata bella 10 anni fa, ora è assolutamente da evitare, per la prima volta non abbiamo incontrato la limpidezza dell’acqua che c’era ovunque, probabilmente dovuta alla presenza di così tanti motori da barche e relative perdite d’olio e benzina, ma visto che eravamo venuti di primo pomeriggio…

….siamo rimasti lo stesso, abbiamo fatto un bagno, i bimbi hanno giocato con la sabbia e ci siamo anche fermati a mangiare in uno degli innumerevoli ristoranti che c’erano sulla sabbia, di seguito il video della prima delusione che abbiamo avuto:

Questa spiaggia non consigliamo proprio di venirla a visitare, non merita assolutamente neanche mezza giornata, invece una spiaggia che al contrario merita sicuramente una o più visite è:

 

M  I  R  A     B  E  A  C  H

Mira Beach, non è altro che una piccola insenatura nella parte ovest di Kecil, una spiaggia veramente piccola ma molto bella immersa in una lussureggiante vegetazione…

…un posto molto tranquillo ed isolato, uno dei pochi luoghi in cui per esempio non prendeva la rete cellulare, con un’unico resort; il Karanji, gestito da una ragazza tedesca, abbastanza basico…

….ma secondo noi eccezionale, vari bungalow alcuni con il bagno in comune, praticamente a due passi dal mare con la giungla alle spalle…

…e il sole che ci tramontava proprio davanti, ci siamo subito informati per trasferirci qui alcuni giorni, ma era tutto pieno, inoltre si mangiava benissimo (forse il posto dove abbiamo mangiato meglio)…

…quando ci siamo stati abbiamo preso degli ottimi noodles con gamberi, una zuppa di pesce con riso bianco, spaghetti fatti come si deve per Anita…

…e l’immancabile tuna sandwich per Alfredo, il tutto fatto veramente con stile e di gran qualità…

….anche il posto si presentava molto stiloso e curato e nonostante non ci fosse una gran barriera corallina…

…siamo stati benissimo lo stesso, l’acqua era pazzescamente limpida ed immune alle larve di medusa, di cui ormai eravamo terrorizzati…

…abbiamo fatto bagni fino al calare del sole, una delle cose che infatti ci mancava di più da Mama’s Chalet ed anche da Barat era non poter assistere ai pazzeschi tramonti che ci sono sempre a quelle latitudini…

…abbiamo giocato con la sabbia…

…e ci siamo arrampicati sulle rocce circostanti, insomma la spiaggia è veramente piccola ma deliziosa ed essendo anche gli unici presenti ci sembrava quasi che fosse la nostra spiaggia privata…

…siamo rimasti fino al calar del sole e quando la barca ci è venuta a prendere siamo tornati a Besar a malincuore, di seguito il video della giornata:

Mira Beach ci è piaciuta talmente tanto che ci siamo tornati, è successo quando siamo rimasti veramente delusi da un’altra località che si trovava poco distante, un pò più a Nord, stiamo parlando di:

 

C  O  R  A  L      B  A  Y

Quando siamo arrivati alla tanto rinomata Coral Bay, località nel Nord-Ovest dell’isola di Kecil, era mattina presto e la situazione era alquanto surreale.

A causa di una forte alta marea praticamente tutto il villaggio era quasi sott’acqua, la spiaggia sparita, avevano costruito queste passerelle di sassi per poter camminare…

…e ad Alfredo piacevano da impazzire, inoltre la poca spiaggia disponibile era tutta occupata dalle barche…

…ma a parte questo inconveniente dell’alta marea, un po’ come è stato anche a Long Beach questa parte della isola…

…molto urbanizzata, non ci è piaciuta per niente, non faceva il caso nostro, troppa gente, troppe barche e mare per niente limpido, però mentre giravamo…

…ci siamo imbattuti in questo chioschetto e non abbiamo resistito e nonostante avessimo appena fatto colazione, ci siamo sparati i nostri roti canai quotidiani…

…per chi non lo sapesse il roti canai è una ricetta che viene dal sud dell’India, ma è stata modificata e resa celebre dai Mamak, i musulmani  indiani della Malesia

…si tratta di un tipico piatto da strada, una sorta di piadina fatta di farina, sale, acqua o latte, ghee (burro chiarificato), uovo e tanta manualità nel saper impastare e cuocere su di una piastra…

…e noi come recitava il cartello eravamo capitati nel “the best roti canai in the island” potevano non fermarci?

Ci siamo quindi accomodati nel tavolini sulla sabbia ed abbiamo osservato estasiati il tipo che di fianco a noi…

…impastava, roteava e cuoceva i roti elencando ad alta voce le sue doti e qualità…

…fino a quando non ce li hanno serviti. Ce li siamo letteralmente pappati ed erano veramente squisiti, fatti da dio…

…i più buoni che avessimo mangiato finora e ne avevamo mangiati tanti, ad ogni ora del giorno ed in svariati posti, in tutte le loro molteplici varianti, dolci o salate, per noi il roti canai si è rivelato un piatto fondamentale, economicissimo e veramente gustoso, praticamente Alfredo si è nutrito per un mese di solo roti canai, tuna sandwich e pesce alla brace.

Comunque tornando a Coral Bay, dopo aver mangiato abbiamo continuato a girare per un pò, ma poi per niente soddisfatti della spiaggia e dal casino di gente abbiamo preso un water taxi e ci siamo fatti portare ad una delle nostre spiagge preferite, che si trovava tra l’altro poco distante, Mira Beach.

Appena arrivati a Mira Beach ci siamo fiondati in acqua a fare snorkeling, anche se non c’era tanto corallo, c’erano comunque un mucchio di pesci e come potete vedere Alfredo era attrezzatissimo…

…verso metà pomeriggio però a forza di nuotare ed avendo smaltito i roti canai ci era venuta una fame pazzesca, il ristorante (in cui tra l’altro si mangiava benissimo) era misteriosamente chiuso, quindi su consiglio di alcuni ragazzi che erano lì ci siamo avventurati lungo un sentiero…

…questa volta lastricato però che s’inerpicava, alle spalle dei bungalow, all’interno della giungla…

…cammina, cammina, in neanche 10 minuti siamo arrivati alla spiaggia successiva, Chomel Beach. Spiaggia anche questa carina, quasi gemella di Mira Beach, anche se con una natura meno lussureggiante, li c’era un bar/ristorante dove siamo riusciti a mangiare qualcosa e nell’attesa abbiamo anche giocato a carte…

…ma poi siamo tornati di filato a Mira Beach ad attendere il tramonto a mollo in acqua, cosa di cui ormai eravamo esperti.

Praticamente quasi alla sera e bisogna stare attenti perché alle 7 di sera scatta la tariffa doppia per i water taxi, siamo tornati alla base da Mama’s Chalets, di seguito tutto il video della giornata:

Ecco qua siamo arrivati quasi alla fine del racconto delle spiagge di Kecil e quello che segue è il resoconto di uno dei luoghi che ci è piaciuto di più:

 

D      L  A  G  O  O  N

Uno degli ultimi giorni siamo capitati in un posto fantastico. Abbiamo preso la barca al mattino presto e ci siamo diretti verso la punta Nord- Est dell’isola di Kecil.

Siamo quindi sbarcati al D Lagoon, dove in questa remota baia sperduta nel nulla si trovava questa improbabile Guesthouse…

…veramente spartana che sembrava più un covo di pirati misto parco giochi, resort e villaggio turistico il tutto gestito da un tipo burbero e arruffato.

Il posto era veramente suggestivo ed ai bimbi è piaciuto da matti, la presenza poi di due bellissimi gatti bengal li ha resi  felici…

…sono stati tutto il giorno ad accarezzarli e coccolarli…

…ma non solo si aggiravano per il resort anche gli immancabili simpatici varani, di cui ormai avevamo fatto l’abitudine…

…c’erano poi una serie di attività disponibili, tipo il mini golf…

…oppure una serie di giochi ed attrezzature tutte fatte con materiale riciclato…

…eravamo gli unici avventori e ci aggiravamo per la struttura curiosi e sbalorditi…

…il tutto era un po’ fatiscente e messo insieme alla meglio ma comunque aveva un suo perché ed anche un certo fascino.

Da un sentiero, passando in mezzo alla giungla, seguendo questo cartello abbiamo anche raggiunto Turtle Beach (che non c’entra niente con l’omonima spiaggia di Besar)…

…si camminava una decina di minuti nella foresta in un trekking molto meno impegnativo dell’altra volta…

….e si sbucava in pratica nell’altro versante dell’isola, su questa spiaggia qua…

…dove ci siamo fermati abbiamo fatto il bagno e naturalmente anche snorkeling, con tanti pesci e coralli, ma neanche una tartaruga…

…siamo quindi tornati al D Lagoon affamati ed abbiamo pranzato con nasi goreng, omelette per Anita ed il solito tuna sandwich per Alfredo…

…e per finire una bella noce di cocco per dessert…

…la giornata è proseguita tra altalene e giochi vari e naturalmente anche bagni in mare…

…tutto il tratto di mare in cui si affacciava il resort era veramente bello con la presenza di molti pesci pappagallo, pesci balestra ed anche molto corallo integro…

…insomma una gran bella giornata in un posto strano che merita di essere visto, ai bimbi è piaciuto da matti e ci sarebbero voluti tornare, di seguito il video della giornata che forse rende meglio l’idea:

Con questa ultima località termina il racconto delle spiagge di Besar e Kecil, in 15 giorni pieni le avevamo visitate quasi tutte, forse ne mancavano un paio tipo Romantic Beach e forse qualche d’un’altra.

In definitiva le Perhentian ci sono proprio piaciute, selvagge quel tanto che basta e con un mare pazzesco, pensiamo siano il luogo ideale per far esplorare per la prima volta i fondali ai bimbi come abbiamo fatto noi con Alfredo…

…e come avrete capito la nostra preferita è stata Besar, questa in foto per esempio e la spiaggia del P.I.R. al tramonto, anche se poi essendo così vicine si può benissimo soggiornare in una delle due, tanto ci si sposta in barca con estrema facilità.

In due settimane avevamo preso un’infinità di barche ed ora ci aspettava la traversata più lunga…

…abbiamo quindi fatto i bagagli e ci siamo preparati per il transfert che avevamo già pagato al Barat

…eravamo belli satolli di mare e super pronti e carichi di tornare sulla terraferma per iniziare la terza parte del nostro viaggio, quindi dopo due ore di barca, un ora di pulmino…

…siamo arrivati all’aeroporto di Kota Bahru ad attendere il volo che ci avrebbe portato nel Borneo, per la precisione nella regione del Sarawak, oranghi, scimmie nasiche e serpenti ci aspettavano.

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