PLAYA DEL CARMEN

Dal momento che il papà erborista era stato a Playa del Carmen 25 anni fa, quando era un semplice villaggio di pescatori, vederla oggi con più di duecentomila abitanti è stato un po’ un shock!…

Bisogna però ammettere che si è ingrandita parecchio senza diventare un postaccio con grattacieli, mega strutture alberghiere e palazzi come Cancun.

I grandi villaggi  dei tour operator si trovano infatti lungo la strada che va verso Tulum, ce ne sono tanti ma sono abbastanza imboscati e non ci si fa quasi caso.

La sua forte espansione è infatti dovuta propio a queste strutture che richiamano un mucchio di personale ed addetti a lavori da tutto il Messico che poi soggiornano a Playa del Carmen.

A Playa troverete invece alberghi ed alberghetti per tutte le tasche, ma mai enormi, mille tipi di ristoranti, una lunga strada, chiusa al traffico, per delle passeggiate serali, tanti negozietti per turisti, insomma a noi ci ha ricordato una sorta di riviera romagnola in salsa piccante messicana!

Avevamo scelto lo Yucatan per il nostro viaggio di giugno propio per questo motivo, dal momento che a marzo era nato il fratellino Alfredo.

Viaggiavamo con un bimbo di 3 mesi e quindi volevamo una meta abbastanza soft e nello stesso tempo un po’ esotica, quindi cosa c’era di meglio della Riviera Maya. 

Inoltre il  papà avrebbe potuto esaudire il suo sogno di visitare Holbox, isoletta nel golfo del Messico che 25 anni fa era chiusa al turismo.

ITINERARIO:   Milano – Cancun – Playa del Carmen – Tulum – Holbox – Cancun – Milano

DURATA DEL VIAGGIO:  4 settimane

COMPONENTI:  2 adulti e 2 bimbi (3 mesi e 7 anni)

PERIODO:  giugno 2014

CLIMA:  La Riviera Maya essendo vicino all’equatore ha praticamente clima caldo tutto l’anno, solamente i mesi di settembre e ottobre sono i più afosi e a rischio acquazzoni o  addirittura come in tutto il caribe a rischio uragani.

SICUREZZA:  Il Messico in questi  anni, causa il narcotraffico, non è propio un posto sicuro, c’è da dire però che la zona dello Yucatan denominata Riviera Maya, propio per la sua forte vocazione turistica che attira viaggiatori da tutto il mondo è super controllata, noi l’abbiamo girata tutta tranquillamente con l’auto a noleggio e non abbiamo avuto nessun problema, tanta polizia e numerosi posti blocco fissi scongiurano eventuali delinquenti e danno molta sicurezza a chi viaggia.

CAMBIO:  si trovano ovunque Bancomat (ATM) per prelevare contante, tranne ad Holbox dove c’è né solo un paio anche abbastanza imboscati, quindi per chi visita quest’isola sempre meglio portarsi il contante, noi come al solito cambiavamo i soldi man mano che ci servivano negli innumerevoli uffici di cambio, dove tra l’altro il cambio è molto variabile e girandone un pò si riesce a trovare buonissime quotazioni.

WI-FI:  lo troverete ovunque, la connessione in certi luoghi potrà essere un pò lenta, ma c’è.

PRESE ELETTRICHE: le prese elettriche sono di quelle a due lamelle verticali, necessario quindi un adattatore.

COSTO TOTALE:  quello che incide di più in un viaggio nella Riviera Maya è il biglietto aereo, la macchina a noleggio come pure la benzina non costano un esagerazione, si mangia di tutto ed in tutte le fasce di prezzo, stessa cosa per dormire potrete trovare tutti i tipi di sistemazioni dagli ostelli agli hotel 5 stelle, dipendente che budget avete a disposizione. Noi in totale abbiamo speso 6200 euro in 4 compreso tutto, volo, macchina a noleggio, alberghi, taxi, mangiare ed anche il costo del parcheggio a Malpensa.

Il volo internazionale lo abbiamo fatto con Blue Panorama, credo la peggior compagnia aerea sulla faccia della terra, non ha neanche dei prezzi veramente economici, ma purtroppo è una delle poche (insieme a Neos) che atterra a Cancun, senza scali (con tutte le altre bisogna fare scalo in U.S.A.).

Per fare un esempio, viaggiavamo con un bimbo di 3 mesi e nonostante in fase di prenotazione ci eravamo preoccupati più volte via mail e telefono di riservare un posto culla, quando siamo arrivati all’imbarco non risultava niente! Personale completamente inefficiente e anche maleducato, caos totale sia alla partenza che all’arrivo, aerei con posti stretti e scomodissimi, insomma una vera schifezza!

Ma noi siamo la ” Trip Family ” e per arrivare a destinazione non ci facciamo spaventare da niente, quindi ci siamo sorbiti le 10 scomode ore di volo ed eravamo a Cancun.

L’idea era quella di arrivare Cancun prendere un taxi e farsi portare a Playa (circa 40 minuti) e prendere alloggio nell’albergo sul mare che avevo prenotato, girare a piedi per 2-3 giorni poi noleggiare l’auto e visitare i dintorni fino a Tulum, restituirla dopo una settimana sempre in centro a Playa del Carmen ed intanto mettersi d’accordo con un taxista per farsi portare a Ciquilà, dall’altra parte nel golfo del Messico (4-5 ore d’auto) e prendere il traghetto per Holbox, che era la meta principale del nostro viaggio in terra Maya.

A Playa del Carmen avevamo prenotato il  Fusion Beach Hotel  , l’albergo sulla spiaggia che si vede nella foto, veramente carino, ad un ottimo prezzo comprensivo di una bella colazione che si faceva guardando il mare tutte le mattine…

…la vista che avevamo per la precisione era questa..

…inoltre le nostre camere erano all’interno di un fantastico e rigoglioso giardino tropicale veramente bello…

…avevamo scelto di soggiornare a Playa del Carmen invece di Tulum per via del mare, come si vede in foto a Playa per chi ha dei bimbi il mare è perfetto, perché raramente è mosso e ci sono ottimi accessi con la sabbia che degrada lentamente in mare.

A Tulum invece il mare è perennemente mosso, con onde a volte anche grosse e con i bimbi per un giorno è anche bello, ma dopo un pò è stancante, indubbiamente Tulum è più bella, più selvaggia ed anche un pò freakettona…ci saremo andati comunque lo stesso i giorni a venire.

 

I N   G I R O   P E R   P L A Y A

Playa del Carmen come dicevamo ci ha ricordato molto una Riccione Messicana, con la sua area pedonale, la Quinta Avenida, la “Fifth Avenue” di Playa del Carmen, nonché la sua via più famosa.

In questa via completamente pedonale potrete trovare negozi di souvenir, di artigianato, di fini gioielli d’argento e di articoli delle marche più esclusive. oltre a gelaterie e pizzerie (secondo me più della metà delle attività presenti sono di italiani)…

…alla fine della Quinta Avenida  si sbuca nella piazza principale che si affaccia sulla spiaggia dove ci sono sempre spettacoli serali all’aperto, sempre diversi e tutti ad offerta libera…

…tipo i caratteristici Voladores, che nella piazza principale del paese si esibivano tutte le sere suonando il flauto e volando…

…sempre in questa grande piazza, all’avvicinarsi del tramonto partiva un spettacolo stile “Apocalypto” molto bello e suggestivo…

…attori che con vere “facce Maya che più Maya non si può“, allestivano rituali e danze sacrificali dell’epoca precolombiana, in questa foto potete vedere la mamma fotografa e Alfredo di 3 mesi immortalati insieme a queste dolci creature…

…la musica era molte forte ed anche le urla ed i canti e mentre Anita ne era fortemente impressionata e ne aveva quasi paura…

…Alfredino, come si vede dalla foto ne era entusiasta e gli piaceva assai…

…andavano avanti fino a quando il  sole non era calato…

…finiti gli spettacoli si passeggiava senza una meta precisa…

…incontrando tante donne che portano  i bimbi in fascia, che in quelle zone prende il nome di Reboso, a cui la mamma fotografa attaccava pezze tremende dal momento che anche Alfredo di 3 mesi era perennemente nel Reboso

…facendo acquisti dalle bancarelle, fino a quando non ci veniva fame ed allora bisognava  decidere che tipo di cibo messicano prendere, se mangiare cibo da strada, andare in un ristorante, o se era il caso di farsi una pizza.

 

C I B O

La cucina messicana è uno dei punti forti di questo grande paese, a noi piace da matti. Gran parte del cibo messicano odierno è basato su tradizioni pre-ispaniche, comprese quelle azteche e maya, combinate con lo stile culinario introdotto dai coloni spagnoli.

Le quesadillas (di cui Anita andava matta!), per esempio, sono “tortilla” di farina o mais con formaggio (tipicamente un formaggio messicano morbido come il queso blanco), manzo, pollo, maiale e altro ancora, senza contare i tacos, la salsa guacamole, le tortillas e le zuppe (sopas), tutti cibi che di solito anche i bimbi apprezzano a patto di fare presente di non usare il loro piccantissimo Chili.

Quando eravamo ad Holbox abbiamo anche provato le Chapulines ovvero cavallette fritte e direi, come disse Anita a suo tempo, che sono abbastanza disgustose.

Non bisogna dimenticare poi la quantità industriale di frutta , mango, papaya, avocado che abbonda nelle bancarelle e che noi ci portavamo in hotel tutte le sere…

…gli inevitabili frullati di frutta fresca di cui siamo ghiotti e poi l’ immancabile pesce alla griglia che ci facevamo fare in spiaggia di giorno. Insomma per quanto riguarda il cibo, viaggiare in Messico non è un gran problema, per i più difficili rimane comunque una vasta scelta di pizzerie e ristoranti italiani.

Playa del Carmen quindi, a nostro avviso, seppur molto turistica rimane una meta ideale per una famiglia con bimbi piccoli, fermo restando che il Messico vero si trova da una altra parte, in questa cittadina diciamo al massimo si può ricevere una spolverata di Messico senza fare tanta fatica.

La si gira infatti  tranquillamente tutta a  piedi, senza perdersi e in tutta tranquillità, contando poi che basta prendere l’auto o il taxi ed ha pochi km di distanza ci sono un mucchio di attività, parchi ed attrazioni, propio come la riviera romagnola.

Infatti noi dopo 3 giorni di cazzeggio siamo andati in centro a Playa a ritirare l’auto che avevamo prenotato dall’Italia con Rentals Cars  (lo usiamo sempre, ottimi prezzi) ci hanno dato questa (una volkswagen gol !!) quindi ha bordo di questa bella e comoda auto abbiamo girato senza problemi tutto lo Yucatan.

Una volta usciti dalla cittadina ci si trova davanti un’unica strada dritta che prosegue parallela al mare fino  Tulum e oltre…

…una strada molto larga a due corsie per senso di marcia, piena di topes (dossi per rallentare)…

…ed anche di un paio di posti di blocchi fissi della polizia, che ti accoglie in assetto da guerra, sbircia dentro l’auto, ma appena vede una famiglia di” Turistas” la lascia passare gentilmente, all’inizio si rimane un pò perplessi da tutta questa presenza di forze dell ‘ordine, ma poi ripensando alla  fama che ha il Messico per quanto riguarda la delinquenza legata al narcotraffico e contando che siamo a pochi km dal confine col Belize, tutta questa polizia inspira sicurezza.

Lungo questa strada costellata di enormi villaggi turistici nascosti dalla vegetazione, sono presenti, propio come nella riviera romagnola, innumerevoli attrazioni turistiche fatte apposta per le famiglie come: Puerto Aventura, Xcaret e Xel-Ha’, noi dal momento che eravamo con i bimbi abbiamo deciso di visitare questa:

 

X E L  –  H A’

Xel-Há si trova a sud di Playa del Carmen, ed è un parco eco-archeologico il cui nome significa “la nascita dell’acqua”. In pratica è una laguna dove l’acqua del fiume e del mare si mescolano, un acquario naturale che vi  saprà riservare un’immensa quantità di attività acquatiche, attrazioni ecologiche e ristoranti, oltre naturalmente a una enorme offerta di esperienze da fare in un luogo unico al mondo.

Premesso che se non ci fosse stata Anita di 7 anni non ci saremmo mai andati, un pò perché riteniamo che questi luoghi siano delle trappole per turisti e un pò anche perché l’ingresso costa uno sproposito.

Questa volta abbiamo fatto un’eccezione perché lo snorkeling è una delle attività preferite da padre e figlia, quindi abbiamo speso una cifra che equivale ad una settimana di viaggio della ” Trip Family ” e siamo entrati tutti quanti.

C’è da dire che nei biglietti d’ingresso sono compresi i pasti, praticamente ti forniscono di un braccialetto che ti da diritto di abbuffanti letteralmente nei  4- 5 ristoranti di tutti i tipi che ci sono all’interno.

Per il resto appena entrati bisogna spogliarsi, mettersi in costume scegliere maschere, pinne e boccaglio con relativo giubbotto per galleggiare che ti fornisco loro e immergersi, per questo motivo dal momento che siamo stati tutto il giorno in acqua ed in costume, avevamo lasciato macchina fotografica e tutto l’occorrente nell’armadietto, quindi non ci sono foto decenti della giornata.

Bisogna ammettere però che veramente si vedono centinaia di pesci tropicali ed anche il più imbranato in acqua (tipo la mamma fotografa) ha la possibilità di esplorare i fondali marini in tutta sicurezza.

Infatti si possono ammirare oltre 90 specie marine, esplorare i suoi cenotes, le sue grotte e le sue lagune, alimentate direttamente dal mare, che si unisce alle acque dolci di una sorgente naturale.

Anche qui come in tutta la Riviera Maya è tutto a misura di turista ed in effetti è organizzato molto bene, diciamo all’americana, oltre alle immersioni poi ci sono altre attività, tipo interagire in acqua con i delfini, ma bisogna pagare ulteriormente .

Alla sera eravamo cotti e nonostante il prezzo se si è con i figli è un’esperienza che comunque ci sentiamo di consigliare.

Insomma una volta ogni tanto facciamo anche noi cose da “turista classico” tipo quelli che vengono vomitati dai pullman, ma ora che avevamo una volkswagen Gol sotto il sedere ci sentivamo ” Trip Family ” più che mai, avevamo il nostro mezzo di trasporto  potevamo andare ovunque, siamo quindi partiti alla volta di Tulum.

Continua a seguire le avventure di ” Trip Family ” in terra Maya cliccando qui:

 Tulum

 

 

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