BALI

Avevamo voglia di partire ed in particolare di andare in Oriente, ma la “ Trip Family” per essere al completo deve aspettare che siano finite le scuole elementari che frequenta Anita…

Bisognava quindi aspettare giugno, che però a causa dei monsoni, non è il periodo migliore per visitare quei luoghi, bisogna spostarsi il più ad est possibile e sperare che le piogge siano già passate.

Abbiamo quindi optato per l’Indonesia, meta che il papà erborista ha già girato in lungo ed in largo, ma la Family ancora ne era digiuno.

Per la precisione Bali e le isole Gili  con anche un giretto a Lombok.

ITINERARIO: Milano – Doha – Bali – Gili – Lombok – Bali – Milano

DURATA DEL VIAGGIO: 4 settimane

COMPONENTI: 2 adulti e 2 bimbi (1 e 8 anni)

PERIODO: giugno 2015

CLIMA: Bali ha un clima tropicale, caldo tutto l’anno, con una stagione piovosa da novembre a marzo, e una stagione relativamente secca da aprile a ottobre, quando comunque è possibile qualche acquazzone. Le piogge tropicali si presentano sotto forma di rovesci e temporali, e dunque lasciano spazio al sole anche nella stagione più piovosa. Le temperature sono elevate e uniformi tutto l’anno

SICUREZZA: ci sentiamo in grado di dire che sia Bali che le Gili sono estremamente sicure per quanto riguarda la delinquenza comune, prendendo le solite semplici precauzioni, difficilmente può capitarti qualcosa di sgradevole. Inoltre i Balinesi  sono una popolazione molto religiosa, sempre sorridente e disponibile come poche altre.

CAMBIO: a Bali e Lombok, noi come sempre abbiamo cambiato il contante negli uffici cambio, il cambio oscilla ogni giorno, quindi controllare vari uffici e cambiare il giorno che conviene di più. Se si va alle Gili meglio fare una bella scorta perché ci sono pochi uffici cambio e lì è nettamente sfavorevole.I bancomat (ATM) ci sono a Bali e Lombok nelle zone più turistiche, alle Gili non ne ho visti.

WI-FI: a Bali si trova praticamente ovunque (connessione un po’ lenta ma c’è), alle Gili stessa cosa, tenere presente però che le isole sono soggette a frequenti black-out.

COSTI: L’Indonesia è veramente economica, con poca spesa vai in hotel veramente belli, l’ideale per una famiglia di 4 persone ed infatti questo è uno dei motivi per cui l’abbiamo scelta, noi alla fine abbiamo speso per un mese in giro 4600 euro di tutto, ma propio compreso tutto! la cifra comprende: volo, hotel, spostamenti, cibo ,escursioni,traghetti, parcheggio a malpensa.

 

I L    V I A G G I O

Tre mesi prima di partire con la solita e attenta ricerca online abbiamo preso i biglietti andata e ritorno per Bali con Qatar Airways con scalo a Doha ad un ottimo prezzo.

Qatar mi sento di dire che è una grande compagnia, aeromobili nuovi, aereoporto fantastico (perfetto con i bimbi), personale efficiente e disponibile (quando si viaggia con un bimbo di un anno è fondamentale), in più questa volta abbiamo fatto la tratta Doha-Denpasar (Bali) con il DREAMLINER aereo della Boeing veramente fantastico!

Una delle cose belle che succedono viaggiando con bimbi piccoli è che le compagnie aeree serie (Qatar Airways è una di quelle) ti danno in automatico i 4 posti centrali vicino al bagno, senza nessuno davanti, lo fanno quando i bimbi sono molto piccoli per farti usufruire della culla.

Alfredo essendo un gigante nella culla non ci stava propio.Senza contare gli imbarchi prioritari che sempre le compagnie e gli aeroporti seri applicano appena vedono una famiglia di 4 persone con passeggino, quindi niente più file ed interminabili code (solo in Italia non vige questa regola…chissa perché).

HAMAD INTERNATIONAL AIRPORT – DOHA

C’eravamo anche portati il passeggino (Alfredo di 1 anno ancora non camminava) ma è stato abbastanza inutile dal momento che praticamente lo abbiamo sempre portato in fascia o sulla schiena con il marsupio, il passeggino alla fine lo abbiamo usato solo per portare i bagagli.

Sempre online abbiamo fatto una ricerca e trovato su Trip Advisor: BALI’S FANTASTIC TOUR, agenzia specializzata in tour in tutta l’Indonesia con il titolare, Kade Yasa, che parlava un perfetto italiano.

Lo potete contattare direttamente dalle pagine Facebook nei link che abbiamo messo (sia dell’agenzia viaggi che il suo personale) risponderà subito è super efficiente e disponibile.

Con lui abbiamo concordato diversi tours sopratutto ai vari templi (tutti comunque modificabili all’ultimo minuto) e sono costati veramente poco, avevamo una bella auto e siamo stati scarrozzati a piacimento per tutta l’isola.

Abbiamo comunicato dall’Italia via Mail ed anche con WhatsApp in italiano, non abbiamo pagato nessun anticipo, Kade puntuale ci è venuto a prendere all’arrivo in aeroporto ed è stato a nostra disposizione tutti i 6 giorni che siamo stati sull’isola degli Dei.

Un’agenzia serissima,super affidabile e che consigliamo a tutti, non a caso è sempre prima su Trip Advisor!

Avevamo infatti deciso di fare la prima settimana in giro per templi a Bali (niente spiaggia e mare) e le altre 3 settimane spostarci alle isole Gili (solo mare) da cui avremmo fatto anche una capatina a Lombok, per poi tornare gli ultimi 3 giorni a Bali e fare mare anche lì, prima di prendere il volo internazionale.

Anche i biglietti della Fast Boat per  Gili Air li ha procurati Kade

Piccolo consiglio, quando ci sono spostamenti tra isole che comportano alla fine la partenza di un volo (internazionale e non) tenersi sempre disponibili alcuni giorni “cuscinetto” , caso mai il mare fosse troppo agitato e il traghetto non parte o venga posticipata la partenza.

A noi è capitato propio in questo viaggio, come spiegherò più avanti.

Abbiamo viaggiato come cerchiamo di fare sempre quando siamo con i bimbi, di notte, il volo è stato perfetto e all’arrivo in aeroporto c’era Kade Yasa titolare di Bali’s Fantastic Tours che ci aspettava con un cartello in mano.

Avevamo prenotato i primi 6 giorni a Bali nella cittadina di Ubud, e gli ultimi 3 giorni, dopo le Gili, nella località di mare Jimbaram.

 

U B U D

Ubud è conosciuta per essere il centro della cultura e delle tradizioni di Bali ed diventata una meta turistica abbastanza popolare. Ci siamo davvero innamorati di questo posto, anche se c’è molto traffico ed è abbastanza caotico (ci sono migliaia di motorini!) ma bastava uscire dalla città ed imboccare le stradine secondarie per scoprire che si nascondevano infinite verdi risaie con moltissima tranquillità ed un’atmosfera indescrivibile.

In una di queste stradine infatti abbiamo preso l’albergo.

LA STRADINA IN MEZZO ALLA RISAIA CHE PORTAVA AL NOSTRO HOTEL

Il Nick’s Hidden Cottages è stata una piacevolissima sorpresa, lo abbiamo trovato e prenotato su Booking ad un prezzo ridicolo, ed era praticamente in mezzo ad una risaia, infondeva pace e tranquillità solo a vederlo, avevamo una camera enorme di fronte alla piscina.

LA NOSTRA CAMERA E’ QUELLA DI FRONTE ALLA PISCINA

Intorno alla piscina alla sera si riempiva, per la gioia di Anita, di rane e raganelle deliziose che lei catturava e ci giocava. La colazione era abbondante e il personale giovane, carino e disponibile (come quasi tutti a Bali, sopratutto se viaggi con bimbi piccoli).

Era in mezzo ad una risaia, ma bastava uscire girare a sinistra, camminare per 10 minuti e sbucavi in piena Ubud, invece girando a destra si arrivava alla MONKEY FOREST, che infatti è stata la nostra prima meta il giorno successivo all’arrivo.

 

M O N K E Y     F O R E S T

All’interno di Ubud c’è una impressionante foresta, popolata da due famiglie di macachi (saranno in totale 200 esemplari) che col tempo sono diventati un’attrazione, merita sicuramente una visita, sopratutto se si è con i bimbi.

Alfredo per tutto il tempo che abbiamo passato all’interno della foresta delle scimmie ha sempre dormito nel marsupio, Anita invece era entusiasta di vedere tutte queste scimmiette che ti girano intorno.

Bisogna stare attenti perché i macachi possono sembrare innocui e molto carini ma spesso  ti rubano gli occhiali, cappelli, macchine fotografiche.

Ci sono comunque anche parecchi guardiani che ci tengono dietro e se cominciano a diventare molesti li fanno allontanare.

Ma non sono solo le scimmie a rendere affascinante questo posto, bensì tutto il percorso che si snoda in mezzo a statue cariche di muschio, fiumi in mezzo alla giungla e vegetazione lussureggiante, che come diceva Anita “sembra di essere dentro al  Libro della Giungla“.

All’interno infatti è presente anche il Padangtegal Mandala Wisata Wanara Wana
Questo nome così complicato è il nome del Tempio Sacro della Foresta delle Scimmie, uno dei tempi più visitati di Bali. Oltre ad essere un bellissimo tempio immerso in una densa foresta, permette ai visitatori di intrattenersi con questi macachi balinesi che regnano nel complesso del tempio.

LOTUS TEMPLE

Questo è stato il primo degli innumerevoli templi che abbiamo visto, a seguire c’è stato il Pura Taman Salassati, Il Tempio di Loto, come lo chiamano i balinesi, è uno dei tempi più belli di Bali. Si trova nel pieno centro della città di Ubud e, anche se il tempio in sé merita un visita, noi siamo rimasti incantati dai fiori di loto che si trovano in un laghetto davanti al tempio.

Propio adiacente al Tempio di Loto c’e’ un ristorante – bar dove abbiamo mangiato la nostra porzione di Nasi-Goreng quotidiana (piatto tipico indonesiano a base di riso saltato con uovo e verdure).

Una volta usciti dalla foresta la prima cosa che abbiamo fatto è stata berci dei bei frullati di frutta fresca.

Poi abbiamo continuato con l’esplorazione di Ubud, che è composta da innumerevoli stradine con negozi che vendono di tutto, altri templi, ristoranti anche di lusso, una enorme mercato (che non è poi un gran che) e tanti baretti un po’ fricchettoni che tanto piacciono a noi.

 

I  T E M P L I

A Bali ogni villaggio ha un proprio pura puseh (il tempio delle origini), un pura desa (il tempio del villaggio) e il pura dalem (il tempio dei defunti).

I balinesi, infatti, hanno un forte attaccamento religioso e riti e cerimonie occupano una parte importante della vita di tutti i giorni.

La ricchezza di Bali infatti risiede sicuramente nei suoi innumerevoli templi, ma sopratutto nella spiritualità e devozione dei suoi abitanti.

A noi occidentali prima di accedere ad un qualsiasi tempio viene fornito un  SARONG (il sarong è un largo pezzo di cotone o seta, drappeggiato intorno alla vita e indossato come una gonna da uomini e donne)

Viene dato gratuitamente a chi non ne è fornito con lo scopo preciso di non offendere la divinità del tempio, i balinesi infatti, per la loro cultura, mettono al primo posto il loro modo di porsi per accogliere il Divino Ospite (Dio), indossando, in segno di rispetto abiti che non lascino apparire alcuna parte scoperta del corpo, questo vale sia per gli uomini che per le donne.

SARONG FAMILY

Dal momento che da buoni viaggiatori spetta a noi adeguarci, e non viceversa, noi ci siamo adeguati.

SUONANDO IL GAMELAN

Tra l’altro ai balinesi piace vedere gli estranei indossare gli abiti cerimoniali e la grazia e stile che hanno uomini, donne ed anche bimbi nel vestire è una di quelle cose che più si apprezzano e che più rimangono impresse in un viaggio nell’isola degli Dei.

Noi abbiamo avuto la fortuna di girare per templi in auto con Kada il titolare di BALI’S FANTASTIC TOURS che in un perfetto italiano ci ha illustrato la complicata religione induista/animista dell’isola, cosa veramente indispensabile per addentrarsi appieno nella cultura e spiritualità balinese.

Oltre ai due templi che ho citato prima abbiamo visitato anche il Pura Luhur Ulu Watu
Il Tempio, in Onore degli Spiriti del Mare, che è arroccato sulla punta a sud-ovest della penisola, in cima a una scogliera che scende a picco tra le onde.

Solo i fedeli hindu possono accedere al santuario interno che si protende sul mare. La vista sull’oceano è davvero mistica. È molto suggestivo andarci al tramonto, quando ha luogo un rinomato spettacolo di danze Kecak.

Spettacolo a cui anche noi abbiamo assistito, tranne Alfredo che è crollato e dormiva nel marsupio.

Poi ancora il Pura Tanah Lot, forse uno dei più famosi e spirituali (oltre che più fotografati) di Bali. Anche se il tempio poggia su una roccia in gran parte artificiale (la struttura originaria stava per crollare) ed è costantemente affollato da turisti e venditori, per i balinesi è uno dei templi marini più importanti e venerati.

Si può raggiungere il tempio solo con la bassa marea, ma solo i balinesi possono accedervi. Per sfuggire alla folla dei turisti arrivateci prima delle 12.

Poi il Pura Tirta Empul, il Tempio della Purificazione è stato uno di quelli che c’è piaciuto di più’.

Questo tempio è stato costruito attorno alla fonte sacra di Tirta Empul, che somministra acqua considerata santificata. E’ tradizione bagnarsi in quest’acqua sacra per purificarsi. Cosa che naturalmente tutta ” Trip Family” ha fatto.

Infine il Goa Gajah, questo luogo sacro significa la “Cova del Elefante”, questo nome inganna un po’ dato che per quanto uno possa cercare non troverà nessun elefante.

Il nome di questo tempio deriva dal fiume che scorre nelle vicinanze, il Fiume Elefante appunto. La parte più spettacolare della Cova è l’entrata che rappresenta una bocca enorme

Ce ne sarebbero stati tanti altri ma noi ci abbiamo mollato, perché come dice Anita “non si vive di soli templi” quindi siamo andati  al:

 

B A L I    B I R D S    P A R K

Fra le tante escursioni da fare a Bali, non possiamo che consigliare (sopratutto se si è con i bimbi) la visita al BALI BIRDS PARK, enorme parco con centinaia di specie di uccelli provenienti da tutto il mondo.

Oltre agli uccelli c’è anche un Rettilario con vari serpenti, iguane ed anche i Draghi di Komodo.

Ad Anita naturalmente è piaciuto un sacco e col senno di poi credo che sia stato lì che si è ammalata di “pappagallite” esotica sindrome che ti porta ad avere liberi per casa questi strani uccelli chiamati pappagalli (ora infatti ne abbiamo due che girano ovunque per tutta la casa!).

Inoltre all’interno del parco c’era una piccola giungla ed Anita in piena estasi mistica si è messa a meditare…OMM…

Il bello di girare in auto con Kade era propio che potevamo stravolgere  a nostro piacimento tutti i programmi che avevamo fatto (cosa in cui “Trip Family” è specializzata) e decidere sul momento cosa fare.

VULCANO BATUR

Un giorno per esempio siamo andati  a vedere il Monte Batur , al centro dell’isola, che è un vulcano attivo, non l’avevamo previsto ma ci siamo capitati.

Un altro giorno abbiamo assistito alle Danze Barong  o “danza del leone” , danza rituale che descrive la lotta tra bene e male con danzatori che portano spaventose maschere da leone.

Sia ad Alfredo che ad Anita sono piaciute molto, le guardavano affascinati.

Bali negli ultimi anni ha avuto un boom turistico senza eguali e sopratutto la parte sud è veramente congestionata, nelle ore di punta si fanno code in auto come se si fosse a Milano.

RISAIE A TERRAZZO

Ma nonostante tutto a volte basta prendere stradine secondarie (e in questo Kade era un professionista) per trovarsi immersi in bucolici paesaggi, circondati da risaie, con contadini e bufali che spingono l’aratro, immagini ferme nel tempo che ripagano del traffico che si incontra.

Ed era troppo bello di ritorno dai nostri giri, rincasare al tramonto nel nostro hotel nascosto in mezzo alle risaie.

 

B A B Y W E A R I N G

Dal momento che la mamma fotografa ha la fissa del Babywearing (portare i bambini con la fascia) attaccava pezza e fotografava ogni donna con bimbo in fascia che incontrava, cioè praticamente tutte, visto che il passeggino lì non sanno neanche cos’è  ed anche noi del resto il passeggino ormai lo usavamo esclusivamente per portare i bagagli.

Piccola parentesi: Alfredo all’epoca aveva 15 mesi ed ancora non camminava, ma nonostante la mamma fosse una fasciadipendente, aveva voluto portare il passeggino lo stesso.

Grande errore, praticamente a Bali è inutilizzabile, i marciapiedi non ci sono e se ci sono devi fare lo slalom  tra i cestini di offerte agli Dei di cui sono invasi, le strade sono piene di buche ed il traffico è caotico…meglio, molto meglio la fascia o il marsupio.

 

 G A L U N G A N

In qualunque periodo dell’anno ci si trova non è possibile girovagare per Bali senza imbattersi in qualche cerimonia.

Noi il giorno prima di partire abbiamo avuto la fortuna di assistere al GALUNGAN, festa religiosa che ricorre ogni 200 giorni circa, che celebra il creatore dell’universo, Ida Sang Hyang Widi, e la vittoria di Dharma su Adharma, ovvero del bene sul male.

Per un giorno tutto si ferma, tranne l’aeroporto e tutti, ma propio tutti, in un totale organizzato delirio vanno nei templi a pregare e portare doni alle divinità.

Non solo nei templi, anche in spiaggia, ben presto tutto è invaso da cestini di offerte agli Dei.

Le strade son letteralmente  invase da cestini di offerte agli Dei messi così per terra a caso, le vie vengono prese d’assalto da donne a piedi con cesti di offerte portati sulla testa…

…motorini con a bordo intere famiglie e cesti di offerte sulla testa e sul manubrio, bambini con cesti di offerte in mano, un totale caos però tutto molto organizzato e tranquillo.

All’interno dei templi intanto si prega e si celebrano riti, l’accesso al tempio quel giorno è aperto anche agli stranieri (a patto di indossare sempre il Sarong)…

…ed è molto bello vedere quanta devozione ci sia, la spiritualità che si percepisce nell’aria è veramente tangibile.

PENJOR

Contemporaneamente compaiono i PENJOR, lunghe canne di bambù riccamente decorate, che sono il simbolo di questa importante ricorrenza.

Poi ad un certo punto man mano che arriva la sera tutto comincia ad affievolirsi e quasi senza accorgersene torna la normalità, a testimonianza della cerimonia appena passata rimango migliaia di cestini di offerte agli Dei, per strada, in spiaggia, ovunque.

Non è facile da descrivere, bisogna esserci in mezzo per comprenderne appieno la devozione e l’importanza che danno i balinesi alle loro divinità.

 

I    C E S T I N I    D I    O F F E R T E     A G L I    D E I 

Se in certi paesi quando cammini devi stare attento alle cacche dei cani, a Bali devi stare attento a non calpestare le centinaia di cestini di offerte agli Dei che ogni bravo e devoto balinese  piazza davanti alla sua casa, negozio, attività ogni giorno, tutti i giorni o meglio tutte le mattine dopo che ha pregato.

Sono composti da foglie di banano intrecciate fra loro, con al loro interno sempre 3 bastoncini d’incensi accesi, uniti a frutta e riso ed altro cibo.

Non solo durante le importanti cerimonie (lì si raggiunge l’apice), ma propio tutti i giorni li troverete ovunque camminando per le strade di Bali.

Una manna per tutti i cani randagi che ci sono, che infatti alla sera si gustano e spazzolano via tutto questo “ben di Dio” …mai nome fu più appropriato.

Ad un certo punto  ci siamo anche chiesti, ma chi è che fabbrica materialmente questi cestini?…ed ecco qua svariate donne che compongono centinaia di cestini per una ricorrenza in arrivo.

 

C I B O

La cucina di Bali si differenzia leggermente dalla cucina indonesiana. L’uso di molte spezie fresche (non secche), cocco, salsa di soia dolce (kecap manis) e arachidi sono i principali ingredienti caratteristici.

Il cibo viene marinato quasi sempre con dei pesti di curcuma, zenzero, scalogno, aglio, peperoncino e molte altre spezie per poi essere cotto quasi sempre grigliato o al vapore.

Le bevande tipiche sono l’acqua di cocco, il tè indonesiano e il famoso caffè Kopi Bali, questo particolare caffè viene fatto con i chicchi defecati dallo zibetto indonesiano, il quale mangia digerisce e defeca i chicchi in modo naturale.

In pratica questo mammifero mangia le bacche di caffè, digerisce la parte esterna ed espelle integralmente i chicchi di caffè, che poi vengono tostati e con cui si fa la bevanda.

Noi non lo abbiamo assaggiato, ma ne abbiamo comprato alcune confezione da regalare al ritorno, che sono state molto apprezzate.

Il vero cibo balinese e indonesiano si può gustare nei numerosissimi warung lungo le strade, oppure delle versioni più moderne nei ristoranti di lusso.

Noi in pratica ci siamo cibati quasi solo di Nasi Goreng (riso saltato con uovo e verdure) nelle varie declinazioni, con pesce, gamberetti e pollo.

Naturalmente i bimbi, da buoni italiani, lo alternavano a pasta al pomodoro e pizza che trovi ovunque.

Facevamo anche molto affidamento alla frutta fresca, mango, papaya e tantissime banane mangiate sia appena colte che in frullato.

 

J I M B A R A N

Al ritorno dalle isole Gili avevamo scelto di soggiornare gli ultimi 3 giorni a Jimbaran, località sul mare, scelta perché a due passi dall’aeroporto ed anche perché alla sera la spiaggia si riempie di tavolini per cenare.

Nelle cucine a ridosso della spiaggia ti può sceglier il tuo pesce, aragosta o gambero ancora vivo, fartelo cucinare e mangiartelo tranquillamente al lume di candela, con i piedi sulla sabbia mentre guardi il tramonto.

Tutto questo in teoria, cenare al tramonto in spiaggia è comune un po’ dappertutto in Oriente, ma a Jimbaran, a causa del boom turistico degli ultimi 10 anni è diventato un grande affare, orde di turisti invadono la spiaggia, enormi pullman all’imbrunire vomitano cinesi a volontà, un caos totale…

…le cucine sfornano piatti uno dietro l’altro come ad una mensa militare, i camerieri vagano in mezzo a pensionati quasi tutti cinesi che si fanno selfie con il sole che tramonta alle loro spalle, siamo anche capitati in mezzo ad  un matrimonio (sempre di ricchi cinesi!)……un delirio.

Meno male che alle Gili avevamo invece cenato tante volte al lume di candela tranquilli in spiaggia,quindi l’abbiamo presa a ridere, anzi ci siamo anche divertiti ad inglobarci al turismo di massa dei viaggi organizzati a cui non siamo abituati.

Sicuramente ci saranno altri luoghi dove ancora si cena tranquillamente e si respira l’aria di Bali d’una volta , l’isola è grande e i posti cambiano sempre.

Questo è più o meno tutto, Bali nonostante i milioni di turisti che la frequentano ogni anno, rimane comunque sempre affascinante con le sue foreste lussureggianti, la sua spiritualità, i suoi templi, le sue innumerevoli cerimonie ed suoi abitanti così diversi da tutto il resto dell’Indonesia.

Merita sicuramente una visita di almeno 6-7 giorni, volendo anche di più, noi però avevamo voglia di mare e di isole con strade di sabbia e senza auto e siamo quindi partiti per le isole Gili……

…segui la prossima tappa del viaggio “fai da te” in Indonesia cliccando qui:

GILI-LOMBOK

 

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18 commenti

  1. Interessantissimo articolo, molto esaustivo!Ne terrò conto per un viaggio che mi vorrei regalare il prossimo anno dopo la Laurea 😅Vorrei anche io fare lo stesso giro e passare qualche giorno sulle Gili. Lefoto che avete fatto sono bellissime complimenti!

  2. Ciao!ho bisogno di un consiglio.noi partiamo fra una settimana x Bali.Faremo un giro si 3 settimane.Mia figlia ha quasi 3 anni e si fa ancora portare nel marsupio o nella fascia, però le piace tanto anche il passeggino.sono indecisa se portarlo o meno?!

    1. Ciao, come avrai letto nel post, noi sconsigliamo il passeggino.. leggiti bene tutto il post 😘 E buona vacanza!

  3. Complimenti per il viaggio, per le foto, per i bimbi meravigliosi e per il bellissimo articolo!! Sto organizzando il mio viaggio per agosto e terrò in considerazione tanti vostri consigli!!
    Una domanda..ci sono problemi di visto facendo scalo in Qatar?? Ho trovato un’offerta vantaggiosa ma ho questo dubbio…grazie mille!! Buona giornata a tutta la family!!

    1. Ciao, grazie per i complimenti, anche noi abbiamo fatto scalo a Doha e per i passaporti italiani non c’è nessun problema, il visto lo fanno all’entrata.

  4. Complimenti, interessantissimo ed utile articolo! E complimenti a tutta la bella famiglia, fantastici!

  5. Ciao!!! Inizio col fare i complimenti a te e alla tua famiglia, siete davvero SUPER!!! Ho trovato moltissime informazioni utili nel tuo diario di viaggio, quindi ad inizio ottobre vorrei partire con mio marito e mia figlia (avrà 18 mesi) per Bali e Isole Gili. Mio marito non è per i viaggi itineranti quindi devo “organizzare” un viaggio soft per iniziarlo a questo genere di avventure, :-)! Ho visto che fai tutto online, da che sito acquisti i biglietti aerei? In 15gg secondo te è fattibile visitare Ubud e dintorni 3gg, Gili T o A 6gg, rientro località di mare per ultimi 3gg? Grazie mille

    1. Ciao grazie per i complimenti, si credo che in 15 gg sia più che fattibile e come viaggio con bimbo di 18 mesi è perfetto perchè è esotico e nello stesso tempo abbastanza soft, tieni presente cha a Bali c’è tutto per quanto riguarda ospedali, pronto soccorso ecc…quindi i puoi dire al marito di stare tranquillo, ti consiglio caldamente di affidarti a Kade Yasa di Bali fantastic tour, super affidabile e parla italiano, di solito i biglietti li acquisto direttamente dai siti delle compagnie (consiglio di iscriversi alle newsletter per ricevere le offerte) per i voli interni invece ci affidiamo a Momondo che non ci ha mai deluso, se ti servono altre info chiedi pure e se ci vuoi seguire su Facebook siamo qua:https://www.facebook.com/tripfamily.unafamigliainviaggio/
      Ciao

  6. Grazie mille!!! L’idea infatti era di contattare Kade Yasa, direttamente da tripadvisor o ha un sito/mail? Ho già iniziato a seguirvi su facebook ;-)!!!

  7. Buongiorno, Complimenti per il fantastico viaggio!! Stiamo organizzando il nostro viaggio a Bali fra due settimana e ti prego inviarmi le info/contatti di Kade Yasa !! mille grazie! Irina e Alessandro

  8. Buongiorno,
    sono una tua seguace su fb in cerca di aiuto/speranza:

    ho fatto ieri il web check-in sul sito AirAsia per spostarmi da Singapore a Bali.

    Ho salvato i file del check-in in pdf e mandati sulla mia e-mail.
    ho chiuso erroneamente la pagina prima di stampare anche il bar-code delle valigie che purtroppo nel pdf non c’era.

    mi sono accorta quindi che ho solo il boarding-pass e che manca il bar-code da mettere sulle valigie da stiva.

    Può essere un problema perchè è la prima volta che mi capita di dovermi stampare subito dal sito il codice da mettere sulle valigie!!!!

    Posso richiedere la stampa del bar-code delle valigie presentandomi al check-in?

    ti è già capitata una cosa simile?

    grazie…Naomi.

    1. Ciao, guarda una cosa di questo genere non ci è mai capitata anche perché noi viaggiamo sempre con solo bagaglio a mano, ma non credo sia un gran problema, te ne fanno un’altro al check in, anche perché dovranno pur pesare le valige…no?…comunque…non mi preoccuperei più di tanto…e buon viaggio!!

  9. Ciao, volevo chiederti se fare solo Bali e non le isole Gili/Lombok merita comunque… a Bali ci sono posti di mare che meritano di essere visti?

    Grazie
    Valeria

    1. Ciao, si merita comunque e puoi valutare di fare due isolette molto vicine:Nusa Lembongan e Nusa Ceningan che sono ancora abbastanza selvagge e ci arrivi comoda e come spiaggia a Bali io adesso farei Canguu, vai tranquilla, Bali pur essendo turistica e bella sempre! ed almeno una volta nella vita merita di essere vista. Buon viaggio!

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