CEBU – BOHOL

Tutto è iniziato quando i primi di gennaio abbiamo ricevuto una mail di Qatar Airways con un’offerta che consisteva nel far viaggiare 2 bimbi GRATIS per qualunque destinazione, una promozione valida per soli 3 giorni (ecco perché bisogna iscriversi alle newsletters delle maggiori compagnie aeree)…

Dopo una rapida consultazione abbiamo deciso che era arrivato il momento di andare a El  Nido, località che si trova sull’isola di Palawan nell’arcipelago delle Filippine, uno di quei posti segnati nella personale lista di Trip Family come “assolutamente da vedere prima o poi” , quindi senza esitazioni abbiamo preso 4 biglietti per Manila che ci sono venuti a costare 1150 euro in tutto!…non male 287 euro a testa per andare all’altro capo del mondo!

Le Filippine sono composte da circa 7000 isole e di luoghi da vedere ce ne sarebbero all’infinito. La prima cosa da sapere però, è che muoversi nelle Filippine non è molto semplice perché spostarsi da un’isola all’altra è spesso un vero e proprio “viaggio della speranza”.

Occorre munirsi di molta pazienza e avere tempo a disposizione, mettendo in conto un giorno perso per ogni spostamento da fare, per questo motivo siamo stati in viaggio un mese pieno.

Ci sono Bangka (barche) e pulmini da prendere, aerei perennemente in ritardo (Air Asia), viaggi di ore su strade non asfaltate…

…tragitti da fare in Tricycle (moto con sidecar fatte artigianalmente in cui si può salire anche in  4 con i bagagli!)…

…oppure in Jeepney (Jeep riadattate artigianalmente che fungono da pulmini) insieme a filippini che trasportano quantità infinite di cose tra cui anche galli, sopratutto galli, i galli sono ovunque e cantano sempre (anche di notte!).

Abbiamo fatto tutto da soli, decidendo sul momento giorno per giorno, vista la complessità del viaggio abbiamo deciso di partire con solo bagaglio a mano, quindi uno zaino a testa per i genitori (il Cabin Max, comprato su Amazon, super consigliato) ed un trolley da cabina per Anita, tutto qua…

…per un mese siamo stati in giro visitando ed esplorando abbastanza bene più di 7 isole, i bimbi sono stai eccezionali, il tutto è stato molto impegnativo a volte anche duro e faticoso, ma la bellezza di certi luoghi ci ha ripagato in pieno di tutte le fatiche, diciamo che alla fine è stata  una vera propria esperienza  e che d’ora in poi come Trip Family ci sentiamo in grado di affrontare qualunque meta.

L’unica cosa che avevamo programmato prima (per risparmiare) sono stai i 3 voli interni che abbiamo acquistato dall’Italia con MOMONDO, poi ci siamo mossi su ogni isola con tutti i mezzi di trasporto possibili, sopratutto Tricycle, gli spostamenti via mare invece sono stati effettuati  con le loro caratteristiche barche chiamate Bangka (barche con ai lati dei bilancieri, diffuse in tutta l’Asia) tranne un paio di tragitti più lunghi che  invece abbiamo fatto in traghetto.

ITINERARIO:  Milano – Doha – Manila – Cebu – Oslob – Panglao – Bohol – Loboc – Cebu – Puerto Princesa – El Nido – Coron – Manila – Doha – Milano

DURATA DEL VIAGGIO:  31 giorni

COMPONENTI: 2 adulti e 2 bimbi (3 e 10 anni)

PERIODO: giugno 2017

CLIMA: a giugno comincia il periodo dei monsoni, quindi partire in quel periodo è stato  pò un azzardo, ma era talmente tanta la voglia di vedere quei luoghi, unita al fatto dei prezzi stracciati del  volo internazionale, che abbiamo rischiato ed è andata bene, più che bene, abbiamo trovato pioggia, ma tranne un paio di volte che è scesa molto forte per 2-3 ore, tutte le altre volte si limitavano  ad essere degli sporadici acquazzoni (spesso di notte).

Oppure arrivavano enormi nuvoloni che oscuravano il cielo lasciando cadere qualche goccia per non più di 10 minuti, a volte anche con il sole contemporaneamente ed a essere sinceri spesso un pò d’acqua gustava anche, perché rinfrescava la temperatura che comunque rimaneva  sempre sui 28-30 gradi.

Anche il mare, fantastico, è sempre caldo, al pomeriggio pure troppo. In poche parole a sentire la gente del posto il grosso delle piogge comincia in Luglio e si protrae per tutto Agosto con anche un forte rischio di uragani.

SICUREZZA: ci sentiamo tranquillamente in grado di affermare che le Filippine sono un posto estremamente sicuro per quanto riguarda la delinquenza o la criminalità, mai ci siamo sentiti in pericolo, anzi le popolazioni delle isole sono estremamente cordiali e simpatiche, sempre disponibili ad aiutarti ed a darti consigli.

Inoltre è pieno di bimbi dappertutto, liberi e “selvatici” con cui i nostri piccoli selvaggi facevano subito amicizia. A Manila sicuramente, essendo una grande metropoli; ci sono molti più pericoli, ma praticamente noi ci siamo stati solo una notte (appena arrivati) ed un giorno (quello prima di ripartire per l’Italia), in fondo come città non offre molto è caotica, afosa all’inverosimile e  con un traffico pazzesco, si consiglia di usarla solo come base di arrivo/partenza.

CAMBIO: noi di solito usiamo sempre il contante, la carta di credito la teniamo solo per le emergenze e comunque un pò in tutte le Filippine, sopratutto sulle isole di Palawan e Coron in molti posti non è accettata per niente, quindi è bene procurarsi i contanti anticipatamente, anche di Bancomat (ATM) non è che c’è ne siano poi così tanti, ce ne sono soprattutto a Panglao, Cebu e Manila, sulle altre isole si trovano sporadicamente e quindi, a nostro avviso, meglio cercare di cambiare più soldi possibili a Manila.

Consigliamo anche di non cambiare i soldi in aeroporto, bensì in uno degli innmerevoli Exchange Office che ci sono in giro per la città, valutando chi ha la quotazione migliore, noi abbiamo fatto così la mattina prima di partire per Cebu, praticamente abbiamo cambiato più della metà dei soldi che ci eravamo portati (trattando all’inverosimile  la quotazione con il tipo del Exchange Office), ed abbiamo fatto benissimo dal momento che le volte  successive sulle isole abbiamo sempre trovato cambi Euro/PHP (peso filippino) molto più sfavorevoli (il peggiore sull’isola di Coron).

WI-FI:  internet è un pò una nota dolente in tutte le Filippine, troverete il WI-FI praticamente ovunque, il vostro dispositivo vi segnalerà 3 tacche, ma nella realtà, tranne alcune eccezioni (tipo a Manila, oppure all’ArtCafè di El Nido) non riuscirete a connettervi se non in maniera lenta, lentissima, quindi quasi impossibile caricare foto e meno che meno video.

Quando eravamo là abbiamo letto una tabella che faceva vedere come le Filippine fossero all’ultimo posto in quanto a velocità di rete internet fra  tutti i paesi asiatici.

Se proprio comunque si ha l’esigenza di connettersi conviene comprare una scheda telefonica locale (la vendono in tutti gli aereoporti) e attaccarsi alla rete cellulare di un operatore del posto, lo abbiamo visto fare a molti viaggiatori che abbiamo incontrato, noi non lo abbiamo fatto perché poi in fondo stare sconnessi per un mese pensiamo sia molto più salutare.

PRESE ELETTRICHE: le prese elettriche sono del tipo con due lamelle, nelle strutture più recenti ci sono anche quelle di tipo europeo, e comunque consigliabile portarsi gli adattatori universali.

CIBO: un’altra nota dolente di questo viaggio è stato il cibo, a parte il pesce alla griglia accompagnato a riso bianco che si mangia in spiaggia alla sera (come in tutte le località asiatiche)…

…la cucina filippina a noi non è piaciuta un granché, mangiano un mucchio di maiale, non esistono praticamente le verdure e manca totalmente di quella raffinatezze e ricercatezza presente in tante altre cucine asiatiche, tipo la thailandese o l’indonesiana, basti pensare che una delle loro prelibatezze è il Balut, che consiste in un uovo di anatra o di gallina fecondato e bollito nel suo guscio poco prima della schiusa, quando l’embrione al suo interno è quasi completamente formato, praticamente si mangiano un pulcino con le ossa e piume!…al solo pensiero a noi famiglia “quasi vegetariana” ci vengono i brividi, anche il cibo da strada, che tanto ci piace quando viaggiamo è praticamente immangiabile, per fortuna però c’era la frutta!

Tanta frutta, abbiamo mangiato i migliori manghi della nostra vita, banane minuscole ma molto saporite, mango, avocado, ananas, cocomeri ed in genere tutta la frutta tropicale…

…senza contare gli immancabili succhi di frutta fresca di cui noi andiamo ghiotti (sopratutto di mango) bisogna stare attenti però, perché se non se ne fa espressamente richiesta si rischia di vedersi portare un succo di frutta liofilizzato!…si i Filippini son fatti così, hanno i manghi che ti cascano in testa dall’albero (ci è capitato!) e loro bevono i succhi con le polverine, secondo noi risentono molto, purtroppo, della pessima influenza U.S.A, lo dimostra anche l’onnipresente presenza delle catene di fast food e l’obesità dilagante tra la popolazione.

Mangiare comunque costa poco con 20 euro mangi pesce per tre persone, anche la frutta comprata al mercato costa pochissimo, in generale sfamarsi non comporta una grande spesa…

…se poi ci si ferma a mangiare dalle famose “signore delle pentole” la cifra diventa irrisoria, queste signore che si trovano in po’ ovunque lungo le strade oppure al mercato, praticamente cucinano a casa il loro buon cibo filippino, poi se lo portano dietro dentro grosse pentole e si mettono a servirlo su dei baracchini improvvisati, molto frequentati sopratutto dai guidatori di tricycle, questa cosa molto bella e caratteristica ci è piaciuta parecchio anche se non ne abbiamo mai usufruito.

Riguardo ai prezzi il discorso cambia se si vuole mangiare italiano, pasta, pizza nei ristoranti turistici (noi lo abbiamo dovuto fare, perché non si può mangiare con dei bimbi pesce e frutta per un mese) in quel caso la spesa può lievitare un pò, ma comunque mai come in Italia.

COSTO TOTALE:  sfatiamo subito un mito, le Filippine non ci sono poi sembrate così economiche come pensavamo, o meglio paragonate all’Indonesia le abbiamo trovate un pò più care. Rimangono comunque per noi europei con famiglia sempre abbordabilissime, quello che ci è sembrato di capire è che avendo aperto al turismo da poco, sono ancora un pò carenti come strutture alberghiere di medio livello che noi come famiglia con 2 bimbi piccoli solitamente cerchiamo.

Mi spiego meglio; di solito su queste isole sono sempre esistiti 2 tipi di turismo , quello dei backpapers (viaggiatori zaino in spalla) che usufruiscono  di guest house (ostelli), di cui infatti tutte le isole sono piene, sono posti molto “spartani” a volte con i servizi in comune e quasi sempre senza acqua calda, costano veramente poco (in un paio ci siamo stati  pure noi per una notte) ma non fanno al caso nostro, dal momento che con 2 bimbi esigiamo un minimo di confort.

Oppure esistono strutture, resort, costruiti su bellissime isole incontaminate (tipo Maldive) per un turismo di lusso, che ha sempre frequentato questi luoghi dal momento che c’è uno dei mari più belli del pianeta, ed anche queste non fanno al caso nostro perché non siamo ricchi e comunque a noi piace immergerci nelle comunità locali e frequentare altri viaggiatori.

La difficoltà maggiore, infatti, sta nel trovare strutture decenti a un ottimo prezzo (come per intenderci in Thailandia o Indonesia, dove puoi con solo 20 euro al giorno sistemarti in  un bellissimo bungalow sul mare, cosa che in Italia ti costerebbe 120 euro!), ma girando, con un pò di pazienza alcune di queste strutture le abbiamo trovate.

Solo da poco sta cominciando ad arrivare un turismo diciamo “via di mezzo” ed infatti hanno iniziato ad attrezzarsi, ovunque è tutto un cantiere ed in particolare modo a El Nido stanno costruendo dappertutto, confidiamo che tempo un paio d’anni siano migliorati di molto per quanto riguarda la ricezione alberghiera, nella speranza che nel frattempo queste isole  rimangano pure e incontaminate come le abbiamo trovate noi.

Per il resto i voli interni costano veramente poco (sopratutto se comprati 2-3 mesi prima), ed anche gli spostamenti in barca, gli spostamenti via terra li abbiamo fatti quasi tutti su dei Tricycle con costi che vanno dai 2 ai 6 euro.

In generale quello che può incidere di più sul budget sono le escursione che sopratutto nell‘arcipelago di Bacuit vanno assolutamente fatte (se no non ha senso venire), costano più o meno 20 euro a persona, i bimbi di 3 anni non pagano e fino a 6 anni pagano la metà, comprendono l’intera giornata con un pasto in spiaggia, noi le abbiamo fatte tutte sia a El Nido che a Coron, hanno inciso un pò sui i costi ma ne è valsa sicuramente la pena.

In poche parole la spesa totale di 31 giorni per 4 persone in giro per le isole filippine è stata di 5500 euro compreso tutto, ma proprio tutto, volo internazionale, voli interni, barche, traghetti, hotel, cibo, trasporti di tutti i tipi, escursioni, assicurazione, non male per essere dall’altra parte del mondo.

 

I L    V I A G G I O

Siamo partiti con solo questi bagagli a mano, non so come abbiamo fatto a farci stare tutta la roba per un mese ma ci siamo riusciti, all’imbarco Qatar Airways si è un pò lamentata perché i nostri bagagli a mano superavano i 7 kg a persona, che sono la soglia massima di peso per salire a bordo, ma con un po’ di storie e aggiustamenti vari siamo riusciti ad imbarcarci.

Come sempre abbiamo scelto di prendere voli notturni, per far dormire meglio i bimbi, anche stavolta ci siamo riusciti e siamo partiti da Malpensa verso le 22.00 di un giovedì, per arrivare a Doha nella notte, fare uno scalo di un paio d’ore, cambiare aereo e cuccarsi 12 ore di volo per arrivare a Manila.

Come al solito ci sono venuti in aiuto gli iPad, indispensabili per affrontare le venti ore d’aereo che ci hanno portato a Manila

…ed anche i film che davano sull’aereo ci hanno aiutato parecchio, con alcuni piccoli stratagemmi siamo riusciti a far aderire le cuffie alla testolina di Alfredo.

Siamo arrivati a Manila che erano le 23,30 di venerdì e dopo avere passato il controllo passaporti e goduto della fantastica opportunità di non dovere aspettare i bagagli ai nastri, siamo usciti nell’afa notturna di questa metropoli asiatica, fuori ci aspettavano i ragazzi del Rappricondotel che avevamo prenotato dall’Italia.

Questo hotel effettivamente un po’ strano (sono degli appartamenti all’interno di un’altro hotel) l’avevamo scelto perché molto vicino all’aeroporto, ma sopratutto perché compreso nel prezzo aveva il servizio navetta da e per l’aeroporto.

Alla fine si è rivelato pulito, comodo e veramente economico (giusto per una notte) che lo abbiamo usato anche per il viaggio di ritorno in Italia.

L’indomani mattina alle 10.00 avevamo infatti il volo per Cebu (prima isola da visitare) e dopo avere fatto incetta di PHP (pesos filippini) in un Exchange Office (ne abbiamo però visitati un paio per scegliere la miglior quotazione) ci siamo fatti portare al terminal dei voli domestici per imbarcarci con Air Asia

…che giusto per non smentirsi aveva solo 3 ore di ritardo!…Air Asia ha il triste primato di compagnia aerea con il 50% di voli in ritardo (sic!)…alla fine siamo partiti ed in neanche un’ora e mezzo eravamo a Cebu.

Una volta arrivati a Cebu, appena usciti dall’aeroporto abbiamo cercato un taxi che ci portasse ad Oslob, che si trova a sud-est, cioè a 4 ore d’auto, praticamente si attraversa mezza isola, su una strada fatta di molti tornanti ed abbastanza trafficata, incontrando villaggi, giungla, feste di paese.

Siamo arrivati a destinazione che era sera, abbastanza distrutti, era sabato, sabato sera.

Eravamo partiti da Reggio Emilia in auto verso Milano alle 18.00 del giovedì precedente, siamo stati in viaggio praticamente 3 giorni, per arrivare alla prima destinazione di mare prevista: Oslob.

Stanchissimi, ma felici… il viaggio vero e propio stava per cominciare…

 

O S L O B

L’unico vero motivo per cui eravamo ad Oslob era perché volevamo nuotare a fianco degli squalo balena, cosa che tra l’altro avevamo già fatto in Messico ad Holbox. Questa volta però avevamo la macchina fotografica subacquea…

…la particolarità di questo lembo di costa dell’isola di Cebu è che praticamente i pescatori del posto hanno cominciato a nutrire con un pastone di plancton gli squali balena che passavano comunemente lungo questo tratto.

Lo fanno da così tanto tempo che questi enormi ed innocui animali, ormai abituati, tutte le mattine dalle 6.30 alle 8.30 si ritrovano in un determinato punto per essere sfamati, come si vede dalla foto siamo a neanche 30 metri dalla riva.

Eticamente parlando non è il massimo, ma bisogna però tenere presente che si è in zone molto povere, senza possibilità alcuna di trovare un lavoro, quindi se la gente del posto si è “inventata” questa attività non ce la sentiamo di biasimarla.

C’è da dire anche però che hanno fatto le cose molto bene, cercando di rispettare in pieno le esigenze di questi bellissimi ed enormi pesci, che di fatto sono totalmente liberi…

…per esempio prima di salire sulle barche che ti portano da loro, bisogna per forza partecipare ad un briefing che in tutte le lingue ti spiega le cose d fare e non fare una volta in acqua,viene anche fornito del materiale cartaceo con tutte le istruzioni, oltre a maschera e boccaglio per immergersi.

E come immaginavamo è stata una cosa letteralmente fantastica, direi quasi esaltante, avere tutti questi enormi pesci a pois che ti sfilano davanti, dietro ed anche sotto è qualcosa di unico, il papà ed Anita come si vede dalla foto erano come pietrificati da questa magnifica esperienza…

…la mamma ed Alfredo invece non sono scesi in acqua, sono rimasti sulla barca ma dal momento che il mare era di una limpidezza esagerata si potevano benissimo vedere gli squali balena che nuotavano ai fianchi e sotto l’imbarcazione…

…saranno stati almeno 5 o 6 pescioni con dimensioni che andavano dai 3-4 metri ai 10-12 metri, ed a differenza dal Messico dove dovevi andare a cercarli al  largo per 2 o 3 ore e poi in pratica inseguirli…

…qui ti venivano propio incontro, al punto tale che dovevi stare attento a non toccarli dal momento che la loro pelle è altamente abrasiva…

…come ci è successo più volte durante questo viaggio nelle Filippine, eravamo partiti scettici…

…pensando che fosse una roba per turisti ed invece ci siamo dovuti ricredere perché l’essere cosi a stretto contatto con queste splendide e giganti creature è stato veramente emozionante.

Ad Oslob abbiamo alloggiato all’Oslob  Seafari Resort, hotel praticamente su una scogliera a picco sul mare a 5 minuti di barca dal punto di osservazione degli squali balena…

…l’arrivo in hotel è stato un pò uno shock, perché come dicevamo prima siamo arrivati di sera, distrutti, dopo 3 giorni di viaggio e ci siamo trovati questa vista con più di mille scalini da fare (i bagagli li fanno scendere con una corda ed una carrucola)…

…questa era la vista dalla nostra camera, il mare sotto di noi era a dir poco spettacolare, caldo, trasparente e pieno di pesci e tartarughe…

…purtroppo però non si poteva dire lo stesso dell’hotel, che era abbastanza vecchiotto, faceva una pessima colazione ed il prezzo per quello che offriva era veramente esagerato…

…lo avevamo scelto solo per la sua posizione e per il fatto che compreso nel prezzo c’era il trasferimento in barca al luogo di osservazione degli squali balena (5 minuti di navigazione con partenze alle 6.30 e 7.30 di mattina, in questa foto è quando ci stanno portando dagli squali balena) e se fosse costato meno poteva andare più che bene, ma aveva un costo da hotel di lusso (cosa che non era).

Comunque per un paio di notti, ormai, poteva andare bene, quello che abbiamo fatto ad Oslob dopo che abbiamo visto gli squali balena è riassunto in questo video:

Praticamente abbiamo passato la giornata nel tratto di mare di fronte all’hotel, un mare limpido caldo e pieno di pesci e visto che era domenica c’era tanta gente del posto, per noi erano i primi bagni della stagione e ci siamo divertiti da matti insieme a bimbi e famiglie filippine.

A Cebu ci sarebbero state un mucchio di altre cose da fare ma noi avevamo deciso di andare a Panglao, una piccola isola poco distante, collegata con un ponte a Bohol (altra isola da visitare).

A Panglao, partendo da Oslob ci puoi arrivare in 2 modi: risalire mezza isola (4 ore d’auto)  arrivare al porto di Cebu City e prendere un traghetto che in 2 ore ti fa arrivare a Bohol, dove poi successivamente bisogna prendere un taxi o triciclo che ti porta a Panglao, oppure cercare una bangka che partendo da Oslob ti porta direttamente in 3 ore a Panglao, logicamente abbiamo scelto quest’ultima soluzione.

Ci sono venuti in aiuto le ragazze della reception dell’hotel, trovandoci dei pescatori che giornalmente fanno quella tratta.

Quindi l’indomani saldato il conto dell’albergo ci hanno portato in un imprecisato posto dove ci aspettava una bangka (molto più grande di quelle solite) che una volta piena è partita alla volta di Panglao, qua stanno caricando i nostri bagagli sull’imbarcazione…

…e nell’attesa che arrivassero altri viaggiatori abbiamo assistito a piccoli battibecchi tra galli…

…galli che poi ovviamente sono saliti a bordo con noi, in questa foto il capitano fa un bagnetto al suo gallo prima di imbarcarsi…

…nelle Filippine i galli sono ovunque, cantano in continuazione anche alle 3 di notte ed i filippini ne hanno una vera ossessione, abbiamo visto intere edicole piene di riviste e dvd di soli galli!

Una volta partiti Alfredo si è messo a guardare Winnie the Pooh..

…insieme al capitano che ne sembrava molto affascinato.

In neanche tre ore eravamo arrivati a destinazione, di seguito il video di tutto il trasferimento da OSLOB a PANGLAO :

 

P A N G L A O

Panglao è stata la seconda isola che abbiamo visitato e forse anche la più turistica di tutte. Abbiamo alloggiato al Pyramid Resort ad Alona Beach, la spiaggia più famosa.

Come sempre cerchiamo hotel che siano propio sulla spiaggia ed il Pyramid faceva il caso nostro, come prezzo per i nostri standard era un po’ altino, ma avevamo voglia di coccolarci un po’ dopo i continui spostamenti degli ultimi giorni.

Si faceva una ottima ed abbondante colazione ed anche al ristorante si mangiava bene, inoltre la piscina di fronte alla nostra camera era comodissima da usare soprattutto alla sera al rientro dalla spiaggia, abbiamo quindi deciso di fermarci per 5 notti.

I primi due giorni sono passati a riposarci sulle sdraio nel tratto di spiaggia di fronte all’hotel…

Alfredo ha anche fatto amicizia e giocava con gli innumerevoli bimbi locali…

Alona Beach però non ci è piaciuta per niente, consigliamo di usarla solo come base giusto perché alla sera si anima ed piena di ristorantini sulla spiaggia, locali dove si fa musica e c’è anche una gelateria (pessima!)…

…ma quel tratto di mare, non è per niente bello, è totalmente occupato dalle bangka, rimangono solo degli angolini dove si può nuotare e bagnarsi, non era assolutamente quello che cercavano noi, ci siamo quindi diretti verso Dumaluan Beach che dista neanche 10 minuti di tricycle…

 

D U M A L U A N    B E A C H

Dumaluan Beach è invece la classica spiaggia tropicale come ti aspetti, una lunga striscia di sabbia bianca e fine, costeggiata da una foresta di palme che dà su un mare verde smeraldo che ti appaga alla sola vista. Crediamo che il video renda bene l’idea:

Ci si accede dietro pagamento di una cifra irrisoria da una unica entrata, appena dentro sulla sinistra c’è la parte dedicata alla gente del posto, in tutto il viaggio abbiamo incontrato pochissimi turisti occidentali e moltissimi turisti filippini…

…bisogna oltrepassare un resort-campeggio molto economico ma anche molto, molto “spartano”, andando sulla destra invece ci sono due resort di super lusso, in tutti e due i casi si può comodamente usufruire della spiaggia a piacimento.

Noi dopo averla scoperta ci andavamo praticamente tutti  giorni, distava solo 10 minuti di triciclo….una piccola parentesi in video per far vedere cosa significava spostarsi in quattro (cinque con l’autista) su questi trabiccoli fatti artigianalmente:

Alfredo di montare su queste “moto” ne era letteralmente entusiasta, salvo però addormentarsi poco dopo per la troppa stanchezza accumulata.

Una volta arrivati ci buttavamo in mare…

…mangiavamo a pranzo nel ristorante di uno dei resort e passavano la giornata praticamente in acqua…

…verso sera arrivava la bassa marea e per Anita iniziava un vero e propio lavoro che consisteva nel cercare di salvare più stelle marine possibili…

…tutte le sere decine di stelle marine venivano raccolte e portate dove cera l’acqua alta.

Ma non solo stelle marine, al tramonto sotto un  cielo spettacolare, la spiaggia veniva invasa dalla popolazione locale…

…che andava alla ricerca di succulenti ricci di mare, ne riempivano intere ceste.

Dopo 4 giorni di totale relax abbiamo deciso  che era giunto il momento di fare un escursione, da Panglao si possono fare svariate escursioni tra cui anche andare ad Oslob, con partenza alle 5.30 del mattino, per nuotare con gli squali balena, quindi per chi fosse interessato ed abbia voglia di alzarsi alle 5.00 si può fare anche senza passare da Cebu.

Noi abbiamo deciso di andare a Balicasag Island per fare snorkeling ed a Virgin Island una lingua di sabbia, tutte due all’incirca ad un ora di navigazione da Panglao.

I costi delle escursioni, sia che te le vendano gli hotel oppure uno degli svariati tour operator lungo Alona Beach è pressoché identico, al massimo può variare di pochi euro.

Quindi una mattina verso le 7.00 siamo partiti verso Balicasag Island, questa isola dalla forma circolare è circondata da 4 reef…

…durante la navigazione dopo circa mezzora abbiamo anche avvistato un branco di delfini, ed è sempre bello vederli liberi che nuotano in mare…

…una volta arrivati ci siamo immersi per fare snorkeling e la prima cosa avvistata sono state due tartarughe  che se ne stavano sul fondo a brucare…

…per poi risalire a respirare…

…abbiamo visto anche pesci pagliaccio, pesci angelo e tanti altri di cui non conosciamo i nomi…

…anche il corallo era molto bello, sebbene non fosse coloratissimo, di seguito il video dell’escursione alla terza isola visitata, Balicasag Island:

Finito lo snorkeling che è durato all’incirca un’ora, ci siamo diretti verso Virgin Island, quest’isola è stata una vera sorpresa…

…praticamente in mezzo al mare c’è quest’isolotto con una lunga lingua di sabbia, che quando siamo arrivati noi era in parte sommersa…

…visto il nome Virgin ci si aspetterebbe un posto vergine e selvaggio, in realtà il riferimento è alla Vergine Maria

…tutta l’isola è infatti piena di statue e simboli cattolici, un miscuglio di roba kitsch che solo nelle Filippine puoi trovare…

…appena sbarchi vieni accolto da una musica celestiale trasmessa da altoparlanti sparsi per l’isola,  e subito ti trovi davanti una enorme statua di Padre Pio!…senza contare stormi di colombe che ti volano intorno…

…in mezzo al mare c’è questa barca che non abbiamo ben capito che cosa volesse rappresentare…

…ed un crocefisso adagiato a pelo d’acqua…

…insomma un agglomerato di roba che neanche nel sud Italia avevamo mai visto, con questo  video forse si riesce a comprendere meglio:

Comunque noi ci siamo goduti la nostra quarta isola facendo dei bei bagni e dopo un’oretta siamo tornati indietro, quando siamo arrivati a Panglao era all’incirca l’una del pomeriggio.

Ora dopo l’escursione e dopo essere stati praticamente a mollo in acqua per 5 giorni, eravamo pronti a rimetterci in cammino, la prossima tappa sarebbe stata l’isola di Bohol, collegata a Panglao da un ponte,ci siamo quindi messi alla ricerca di un taxi che ci portasse alla nostra quinta isola da visitare, di seguito il video del trasferimento completo da PANGLAO a BOHOL :

 

B O H O L

A Bohol abbiamo alloggiato al Fox & Firefly Cottages sulle rive del Loboc River, posto decisamente carino, molto economico, composto da soli 5 bungalow come questo, con un ristorante in cui si mangiava veramente bene (una delle volte in cui abbiamo mangiato meglio), si è rivelato un gran bel posto, se propio vogliamo trovargli un difetto era che in questi bungalow quattro persone risultavano stare un po’ strette…

…ma questo problema quando si viaggia in quattro capita spesso…(l’alternativa sarebbe stata prendere 2 bungalow). Avevamo deciso di stare per un po’ lontano dal mare ed esplorare l’interno delle Filippine, provare ad entrare in contatto con la popolazione locale, girare per i villaggi e l’entroterra.

Per fare ciò ci serviva un mezzo, abbiamo quindi per puro caso conosciuto al mercato mentre compravamo della frutta, una donna che praticamente ha obbligato il marito a farci da guida ed autista…

…ed ecco qua Joy con il suo tricycle che per 3 giorni ci ha (svogliatamente) scarrozzato su e giù per l’isola di Bohol.

 

L O B O C    R I V E R

Abbiamo fatto base sulle rive del Loboc River, fiume in mezzo alla giungla nella parte Sud-Est dell’isola di Bohol, siamo venuti qui  perché ne avevamo sentito parlare bene ed in effetti è stato il modo migliore per entrare a contatto con la gente del posto…

…era veramente affascinante sembrava di stare nel film “Apocalyspe Now” che infatti hanno girato qui nelle Filippine…

…e per addentrarci in pieno nello stile di vita filippino, visto che era  domenica abbiamo deciso di fare una gita sul fiume con uno di questi barconi, la gita comprendeva anche il pranzo a buffet…

..niente fu più azzeccato per conoscere bene questo popolo, eravamo gli unici turisti occidentali su una imbarcazione che per tutta la mattina ha fatto su e giù per il fiume….una tranquilla domenica filippina al fiume….vedere questo video per credere:

Durante la navigazione ci siamo anche fermati a conoscere delle comunità locali che ci hanno accolto così:

Questa escursione sul Loboc River è stata veramente fantastica, vera e genuina e ci ha lasciato un bellissimo ricordo, quando siamo sbarcati era dopopranzo e ne abbiamo approfittato per andare a visitare, dal momento che era poco distante il Loboc Adventure Park

…che praticamente consiste in una una zip line da brivido (nelle Filippine ci sono un mucchio di zip line) che attraversa tutto il fiume…

…noi invece essendo in quattro abbiamo provato l’ebrezza di stare sospesi sopra il fiume da una  seggiovia che scorre parallela alla zip line

Così facendo il primo giorno sul Loboc River a Bohol si è concluso, di seguito un piccolo riassunto in video di questa bella giornata:

Anzi a dire la verità la giornata non era propio conclusa, c’era un motivo se il posto dove alloggiavamo si chiamava “la volpe e le lucciole cottages”…

…era perché all’imbrunire c’era la possibilità di imbarcarsi propio dal molo dell’hotel su una piccola barca per andare a vedere nuvole di lucciole che brillano nella notte scura.

Cosa che ovviamente abbiamo fatto, così dopo cena ci siamo imbarcati ed è stato fantastico, avventurarsi nel fiume di notte e dopo circa mezz’ora di navigazione vedere migliaia di lucciole che avvolgevano la vegetazione della riva, accendendosi e spegnendosi ad intermittenza, Anita era esterrefatta a bocca aperta, Alfredo invece dormiva.

Degna conclusione di una intensa giornata, a quel punto era giunto il momento di andare a dormire, il giorno dopo ci aspettava l’escursione alla località più famosa di Bohol, le…

 

C H O C O L A T E    H I L L S

Le colline di cioccolato costituiscono un paesaggio naturale talmente bello e unico che sono patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Il loro nome è dovuto al fatto che durante la stagione secca la bassa vegetazione assume il colore caldo del cioccolato….

…l’origine è ancora un mistero, si pensa che siano antichi depositi corallini rivelati dall’erosione delle rocce, ricoprono un territorio molto ampio e possono essere ammirate anche solo dalla strada che le attraversa, ma per avere un colpo d’occhio d’insieme bisogna raggiungere il punto panoramico….

…l’ingresso è a pagamento (pochi euro), e dal parcheggio bisogna salire una lunga scalinata fino alle terrazze panoramiche…

…da qui le chocolate hills si stendono tutte intorno per 360 gradi e lo spettacolo è emozionante come pochi altri.

Una volta scesi dal punto panoramico il nostro fido Joy (come potete vedere carico come una molla) ci aspettava, per portarci a visitare un’altra rarità dell’isola di Bohol, il…

 

S A N T U A R I O    D E L    T A R S I O

Il tarsio è un animaletto raro e straordinario che è diventato il simbolo di Bohol, è un primate molto antico, grande come un pugno e con gli occhioni enormi, Anita come potete immaginare se n’è subito innamorata…

…può ruotare la testa di 360 grandi e spiccare salti di 5 metri, ed è anche molto sensibile. Se viene catturato e tenuto in cattività, se viene toccato dalle persone, stressato o spaventato, il Tarsio si suicida sbattendo la testa contro un albero o trattenendo il respiro fino alla morte.

Il Tarsier Sanctuary di Bohol, è a pochi minuti dal villaggio di Corella. Qui c’è un piccolo centro visitatori dove, accompagnati da una guida, si possono vedere alcuni esemplari che vivono liberi sugli alberi della foresta. Sono animali notturni e durante l’orario di visita sono mezzi addormentati.

Praticamente le guide la mattina presto li vanno a cercare (qui ce ne sono 8 esemplari) e una volta individuati segnano la loro posizione, per poi nel corso della giornata farli vedere in rigoroso silenzio e senza flash ai visitatori.

Una visita quella al Tarsier Sanctuary assolutamente da fare, anche solo per contribuire con il pagamento del biglietto, alla salvaguardia di questi simpatici animaletti in via d’estinzione, occhio però che c’è un centro simile anche vicino a Loboc, dove però gli animali vengono tenuti in cattività, sconsigliato vivamente!

Una volta fatta conoscenza di questi primati ci siamo rimessi in moto…

…e bisogna ammettere che Bohol ci ha propio stupito, concentra in pochi km, montagne e colline, cascate, fitta giungla e fiumi selvaggi…

…nel nostro girovagare in tricycle siamo passati in mezzo a fitte foreste…

…bucolici paesaggi di campi coltivati e risaie…

…alternati a paesini pieni di gente, bambini che andavano scuola, mercati che vendono di tutto…

…insomma un vero spaccato di vita rurale filippina, che era propio quello che cercavamo noi…

…ogni tanto ci si fermava a provare a mangiare un pò di cibo da strada nelle bancarelle…

…tipo questi spiedini di mini banane alla brace cosparse di zucchero, uno snack che fanno ovunque e che noi, sopratutto i bimbi, mangiavamo spesso…

…un’altro snack che ci proponevamo, ma che non ci siamo mai attentati di prendere era questo: ORIGINAL CHICA WORM, gli originali vermi chewing-gum, gustosissimi ed anche organic!!

Ma la cosa più bella è stata quanto siamo per caso incappati, grazie al canto continuo che si sentiva anche in lontananza, in questo allevamento di galli da combattimento

…come detto in precedenza in galli sono ovunque, sopratutto li senti in continuazione, anche di notte, qui ci siamo trovati davanti galli a perdita d’occhio, vedere (anzi sentire) il video per credere:

In definitiva girare per Bohol ci è piaciuto assai, siamo rimasti affascinati dalla simpatia e cordialità dei suoi abitanti…

…senza contare la natura così varia e rigogliosa, che ogni minuto ti fa ricordare che sei in un paese tropicale…

…ci siamo stai in tutto tre giorni, che crediamo bastino per assorbire appieno lo spirito di questa genuina isola, di seguito un piccolo riassunto in video dell’ultimo giorno:

Ora era arrivato il momento di partire per la sesta isola da visitare: Palawan, ci aspettava uno dei trasferimenti più impegnativi di tutto il viaggio, siamo partiti dal porto di Tagbilaran, piccola ma caotica capitale di Bohol, con un traghetto che in un paio d’ore ci ha riportato a Cebu, i biglietti del traghetto (Ocean Jet) li avevamo presi a Panglao nell’exchange office vicino alla spiaggia.

Al porto di Cebu successivamente abbiamo preso un taxi che ci ha condotto in aeroporto dove ci aspettava il volo (che per fortuna stavolta non era in ritardo) per Puerto Princesa, capitale dell’ isola di Palawan

…qui in questa foto il fido Joy ci aspetta alle 6.00 di mattina davanti all’albergo per portarci al porto di Tagbilaran, di seguito in ordine tutti i mezzi di trasporto che abbiamo usato per questo lungo spostamento: tricycle, traghetto, auto, aereo, tricycle…da qui si capisce perché all’inizio abbiamo detto di preventivare un giorno perso per ogni trasferimento.

Comunque ecco qua il video completo del trasferimento da  BOHOL a PALAWAN, che come canta Paul Weller è stata una very long long road…

Siamo arrivati a Puerto Princesa, capitale di Palawan, abbastanza distrutti, ma carichi perché eravamo sull’isola che ha detta di molti è considerata: l’isola più bella del mondo!

Se vuoi vedere quello che la Trip Family ha combinato sull’isola più bella del mondo clicca qui:

PALAWAN  

 

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