PALAWAN


Siamo arrivati a Puerto Princesa, capitale dell’isola Palawan, che era quasi sera, abbastanza stanchi, dopo esser stati in viaggio quasi un giorno intero, spostandoci con tutti mezzi possibili…

…abbiamo alloggiato al Jungle Flower Guest House, che come dice il nome stesso è una guest house (ostello), senza infamia e senza lode, insomma così così, abbiamo scelto apposta, per risparmiare, questo tipo di alloggi durante gli spostamenti. Risparmiando quindi se dovevamo fermarci al massimo un paio di notti, e preferendo invece spendere di più quando ci trovavamo in posti veramente meritevoli.

Puerto Princesa non è niente di che, è la classica cittadina con traffico caotico, afosa all’inverosimile e abbastanza anonima, se non fosse che si usa come base per andare a visitare l’Underground River si potrebbe evitare benissimo.

Esiste in alternativa un volo diretto che collega Cebu con El Nido, senza passare da Puerto Princesa e sinceramente stavamo per farlo, così da evitare le 5 – 6 ore d’auto che bisogna fare per raggiungere El Nido situato nella parte nord dell’isola.

Tuttavia così facendo avremmo escluso la visita all’Underground River, della quale eravamo scettici, pensando che fosse una trappola per turisti. Niente di più sbagliato! Come è successo altre volte in questo viaggio, si è rivelata una escursione fantastica, anzi diremmo UNICA nel suo genere.

 

U N D E R G R O U N D    R I V E R

Il Parco nazionale del fiume sotterraneo di Puerto Princesa  si trova circa 50 chilometri a nord della città, per la precisione a Sabang, ci si arriva partendo verso le 7.30 del mattino con un pulmino di uno dei vari tour operator presenti , tutto organizzato per noi dalla ragazza della reception della guest-house; ci sono venuti a prendere direttamente lì al mattino e per fortuna quel giorno c’eravamo solo noi ed una simpatica ragazza cinese, quindi con tutto il pulmino a disposizione.

La strada consiste in 2 ore di tornanti che s’inerpicano in mezzo ad una natura selvaggia e rigogliosa e già ci si comincia a fare un idea della bellezza dell’isola di Palawan.

Una volta arrivati a Sabang bisogna dire che è tutto super organizzato, praticamente tutto il villaggio vive di questo tipo di escursioni, bisogna registrarsi e mettersi in lista per salire su una bangka: nell’attesa si può comprare qualche ricordo alle bancarelle (niente di speciale per la verità), fare merenda ai chioschi con frutta, snack e frullati o fare una breve escursione in barca nella vicina foresta di mangrovie (circa mezz’ora), noi però non l’abbiamo fatta.

Una volta saliti sulla barca si viene portati in una altra parte dell’isola a 5 minuti di navigazione, si arriva su di una spiaggia dalla quale percorrendo un pezzetto di foresta si accede alla vera e propria entrata della grotta, avevamo letto che in questo tragitto in mezzo alla foresta si potevano incontrare scimmie e varani, ma noi non abbiamo visto niente di tutto ciò.

Una volta arrivati lì si sale su imbarcazioni più piccole a remi, che portano 6-8 persone alla volta, ad ognuno vengono fornite cuffiette con l’audio in tutte le lingue (non in italiano però) sincronizzate con l’intero percorso, ed anche dei caschetti gialli, insieme alle raccomandazioni di tenere la bocca chiusa e di non mettere la mani in acqua (cosa che con Alfredo non è stata facile) e si entra nella grotta.

La visita al fiume sotterraneo dura poco meno di un’ora, breve ma intensa per quanto riguarda fascino ed emozioni. Il fiume scorre all’interno della montagna per quasi 8 km, ma se ne visita solo una parte di circa 1 km e mezzo. Si procede silenziosamente sull’acqua, quasi completamente al buio; l’unico rumore è quello dell’acqua mossa dai remi della guida che ha sulla sua testa un faretto, l’unica luce presente.

Molto importante è  rimanere in silenzio (anche questo non è stato facile con Alfredo) per non disturbare i pipistrelli. Ci sono migliaia di pipistrelli di specie diverse, alcune si possono trovare solo qui, e la loro presenza è più che evidente, ti volteggiano attorno emettendo il loro classico suono, inoltre si percepiva fortissimo quel caratteristico odore di guano (forse meglio dire puzza) che quasi stordiva.

Il commento audio è molto interessante, fornisce informazioni su come si è formato il fiume sotterraneo e sul suo ecosistema e descrive e segnala le rocce più particolari che si incontrano lungo il percorso e che vengono illuminate dalla guida: forme e colori che ricordano animali, frutti e cose.

Ogni tanto è anche bello togliersi le cuffiette e ascoltare solo i suoni della grotta. Oltre alla regola del silenzio (difficilissima da far rispettare ad Alfredo) e all’ovvio divieto di non toccare le rocce, ci è stato consigliato più volte di tenere la bocca chiusa perché l’acqua che sgocciola in continuazione dalla volta della grotta è piena di batteri che possono essere pericolosi.

In definitiva è stata una escursione molto interessante, che ci sentiamo sicuramente di consigliare, è stata una di quelle cose che non credo ci capiterà più di vedere nel corso dei nostri viaggi, pensiamo che il video che segue riassuma bene questa esperienza:

Una volta finita l’escursione, compreso nel prezzo c’era anche un pranzo a buffet in uno dei ristoranti della zona, ma visto che si mangiavanlo le solite “schifezze”  filippine, noi abbiamo spizzicato un po’, bevuto succhi di frutti e poi siamo ripartiti per tornare a Puerto Princesa.

Siamo arrivati che mancavano un paio d’ore all’imbrunire, abbiamo quindi deciso di passarle nella spiaggia vicino alla guest house, ma dal momento che c’era la bassa marea non siamo purtroppo riusciti a fare il bagno.

Il giorno dopo ci aspettava un’altro trasferimento di quelli abbastanza impegnativi, arrivare a El Nido percorrendo mezza isola su un pulmino insieme ad altri viaggiatori.

I biglietti per il minivan ce li ha procurati sempre la ragazza della reception, ed anche stavolta sono venuti a prelevarci direttamente in hotel (tutto ciò molto comodo)  ma stavolta non eravamo soli.

Il viaggio e durato una vita, all’incirca 6 ore anche perché ogni tanto l’autista si fermava a far scendere o caricare altri passeggeri; la strada sopratutto all’inizio, era  piena di tornanti, salite, discese e come se non bastasse Anita ha cominciato a non stare bene, gli è salita la febbre e nausea.

Insomma è stato un vero e propio “viaggio della speranza” siamo arrivati a El Nido alla sera, abbastanza provati e ci siamo fiondati nel primo hotel che abbiamo visto (di cui non ricordiamo neanche il nome) per riprenderci e studiare un po’ il da farsi.

 

EL    N I D O

Il giorno dopo Anita stava già un pò meglio, ma dal momento che aveva avuto anche un pò di dissenteria (che alla fine a turno, durante il viaggio abbiamo avuto tutti) abbiamo pensato che era opportuno farla visitare da un medico.

Ci siamo quindi recati in una clinica privata nel centro di El Nido, dove gli hanno dato un farmaco per fermare la diarrea e consigliato di stare a riposo.

Piccola parentesi sulla sanità filippina: dalla nostra esperienza in una clinica privata di El Nido ci viene da dire che è  auspicabile sperare di non ammalarsi seriamente, non osiamo pensare come siano le strutture pubbliche.

Probabilmente nei centri più grandi, Manila ed altre città la situazione è un pò meglio, ma non ci giurerei! Altra cosa che consigliamo caldamente è di portarsi da casa i farmaci di cui si ha bisogno, le farmacie ci sono ma secondo noi é meglio averli sempre dietro.

Comunque alla fine la mamma e Anita, per riposarsi e riprendersi totalmente, sono tornate in hotel (dove tra l’altro per la gioia di Anita c’era una scimmietta rimasta orfana) mentre  il papà e Alfredo si sono messi alla ricerca di una sistemazione sulla spiaggia.

Dunque a questo punto è bene fare una precisazione, El Nido di per sé non è un gran che, anzi direi quasi che è un postaccio, quando sentite parlare del fatto che a El Nido ci sia “la più bella spiaggia al mondo” non è corretto, bisognerebbe dire: da El Nido partono le escursioni per visitare alcune delle più belle spiagge che ci sono al mondo…

…questo perché si trova esattamente al centro della Baia di Bacuit da dove si dirama l’Arcipelago di Bacuit, lì si che ci sono le più belle spiagge che si possono trovare sul pianeta terra!

Questa posizione ha fatto si che un tranquillo villaggio di pescatori negli ultimi anni abbia  subìto un vero e propio boom turistico con tutte le conseguenze del caso…

…sono sorti in pochissimo tempo un insieme di negozietti per turisti, guest house e localini (spesso vere e proprie catapecchie)…

…costruiti alla rinfusa su strade senza asfalto e senza un minimo di cognizione…

…la spiaggia, che una volta doveva essere sicuramente bella, ora di giorno è invasa dalle bangka che si usano per far fare le escursioni ai turisti…

…e di sera da tavolini per mangiare il pesce alla brace, ma sono messi talmente fitti che sembra di stare in una mensa, insomma a noi è venuta una gran voglia di scappare via, ci siamo quindi messi alla ricerca di un hotel sulla spiaggia lungo il litorale appena prima di arrivare a El Nido Down Town...

…e per fortuna in località Corong Corong abbiamo trovato quello che cercavamo, dal quel momento siamo tornati a El Nido Down Town solo ogni tanto per andare in lavanderia, per mangiare una pizza o cambiare i soldi.

 

L A S     C A B A N A S     B E A C H

Ed ecco qua la splendida spiaggia dove siamo finiti: Las Cabanas Beach, più di 1 km di sabbia fine di fronte ad un mare splendido, con zero casino, solo un paio di beach bar, e per il momento solo 2 resort (anche se ne stanno costruendo almeno altri due…quindi affrettatevi)…

…in realtà il suo vero nome sarebbe Marimegmeg Beach, ma ormai la chiamano tutti Las Cabanas Beach che è il nome del resort che si trova in fondo alla spiaggia, resort che abbiamo valutato anche noi, ma che è risultato essere estremamente caro per le nostre tasche…

…abbiamo invece avuto la fortuna di trovare posto nel resort che si trova un attimo prima; l’Orange Pearl Beach Resort, che si vede in questa foto ripreso da una bangka al largo…

…trattando all’inverosimile siamo riusciti a strappare questo bungalow per 4 persone a neanche 50 euro al giorno compresivi di colazione per tutti, una colazione che però non era il massimo, anche il personale del resort era, per cosi dire, un pò “svanito”…

…ma non ci importava più di tanto, di fronte a noi si stagliava l’arcipelago di Bacuit, che era il vero motivo del nostro viaggio nelle Filippine…

…questa era la vista che avevamo dalla camera, si stava talmente bene che abbiamo deciso di fermarci 10 giorni, per riposarci ed esplorare con calma le isole di fronte.

Las Cabanas Beach, inoltre trovandosi prima del promontorio per arrivare a El Nido, per la precisione a Corong Corong, faceva si che tutte le sere si potesse godere di tramonti fantastici…vedere il video per credere:

Si poteva accedere a questa spiaggia solo scendendo da una lunga scalinata, che si trova sulla strada che porta a El Nido

…e per arrivare al resort bisognava camminare 10 minuti sulla sabbia, noi praticamente non ci siamo mossi più da lì, andavano a El Nido Down Town, che distava 5 minuti di triciclo, solo ogni tanto, per cambiare i soldi, oppure per fare incetta di frutta al mercato che era esattamente a metà strada…

…passavamo le giornate in questo beach bar praticamente sull’acqua, il Marimegmeg Beach Bar, che era a 5 minuti a piedi dal resortil mare di Las Cabanas Beach era letteralmente fantastico, limpidissimo, caldo (al pomeriggio pure troppo) con anche un po’ di corallo e tanti pescetti…

…mangiavamo quasi sempre lì mentre stava tramontando il sole, tra l’altro non si mangiava neanche tanto male, ed in più c’era anche una modesta connessione WI-FI, cosa che era invece quasi assente nel nostro hotel…

…Anita, completamente ristabilita, si nutriva in continuazione di manghi appollaiata sull’albero che ci faceva ombra…

…mentre noi facevamo dei gran bagni in un acqua fantastica.

Inoltre Anita è riuscita pure qua a farsi amica una gatta, Sissi, (identica alla mai dimenticata Sissi di  Gli Air  in Indonesia) che stavolta però aveva pure un cucciolo…

…che ancora allattava, Anita praticamente non si sarebbe più mossa da lì.

Le giornate son proseguite cosi; si faceva colazione nel nostro resort, a piedi nudi sulla sabbia, con frutta ed omelette, di fronte all’arcipelago di Bacuit

…poi si correva in acqua a far dei bagni, oppure si esploravano un pò i dintorni…

…alle spalle del bungalow c’era una fitta foresta di palme, con alcune casette di paglia, era il villaggio dove viveva la popolazione locale, era pieno di bimbi…

…si respirava una vera e genuina atmosfera, tranquilla e pacifica, che crediamo questo video esprima bene:

Ogni tanto risalivamo la scalinata, dove sul ciglio della strada ci aspettavano un’infinità di tricycle che in 5 minuti e per la modica spesa di neanche 2 euro, ci portavano al mercato...

…che si trovava esattamente a metà strada tra Corong Corong ed El Nido Down Town, era molto bello e caratteristico…

…si svolgeva tutti i mercoledì ed i sabato, giorni in cui vedevi arrivare da tutti i villaggi vicini, decine di questi bus pieni di gente e mercanzie varie…

…si vendeva in prevalenza pesce e frutta fresca, noi naturalmente facevamo incetta di mango e mini banane, che erano la nostra fonte di sostentamento principale…

…oppure dal tricycle, che comunque rimaneva lì ad aspettarti mentre facevi acquisti al mercato, ci si faceva portare altri 3 minuti più avanti a El Nido Down Town, dove andavamo in prevalenza per cambiare i soldi…

…o quando avevamo l’esigenza di una connessione internet efficiente, c’era infatti l’Art Cafè  che inspiegabilmente aveva una rete WI FI super veloce ed affidabile, oppure come si vede in questa foto ci si andava per recarsi in lavanderia

…uno dei più comuni accorgimenti, infatti, per poter viaggiare con solo bagaglio a mano, consiste nell’usufruire delle innumerevoli lavanderie, che sopratutto in oriente, ti lavano e stirano gli indumenti sporchi per cifre irrisorie, tipo: tutti questi capi che si vedono in foto ci sono costati la bellezza di 2,50 euro!

Comunque dopo alcuni giorni e tramonti passati a riposarci e “cazzeggiare” era giunto il momento di fare ciò per cui eravamo lì, visitare le isole della Bacuit Bay

 

A R C I P E L A G O    D I    B A C U I T

L’Arcipelago di Bacuit che si trova nell’omonima baia di fronte a El Nido è composto da centinaia di rocce carsiche di colore grigio antracite, rivestite da una fitta vegetazione verde e si stagliano in mezzo ad un mare colore smeraldo, caldo e limpido, dove tra l’altro sono ancora presenti banchi corallini, con relativi pesci, tra i più belli e colorati che si possono incontrare.

Queste isole sono a tutti gli effetti qualcosa di unico e letteralmente meraviglioso , Alex Garland quando ha scritto “the Beach” viveva qui e si è ispirato propio a queste isole piene di baie segrete, spiagge raggiungibili solo a nuoto e lagune inesplorate (anche se poi il film con Di Caprio l’hanno girato in Thailandia).

La visita di questi luoghi merita sicuramente il lungo viaggio per arrivarci.

Le si visitano con dei tour organizzati (tour A-B-C-D) che possono essere collettivi o privati, logicamente privati costano di più, il prezzo dei collettivi in cui si può trovare anche altre 10-15 persone si aggira sui 20 euro ad adulto, i bimbi di 3 anni non pagano e dai 3 ai 6 anni pagano la metà.

Bisogna dire che hanno fatto le cose per bene e sono molto organizzati, il prezzo dei collettivi è sempre quello ovunque lo si compra e nella spesa è compreso il pranzo che di solito si fa su una spiaggia.

Praticamente questi tour che si effettuano su delle bangka, li vendono letteralmente ovunque, basta prenotarli il giorno prima, noi abbiamo fatto i tour A-B- C, comprandoli  direttamente nel nostro resort a Las Cabanas Beach, con l’immensa comodità che ci venivano a prendere al mattino direttamente in spiaggia davanti all’Orange Pearl Beach Resort, così non dovevamo passare neanche da El Nido.

 

T O U R   A

Siamo partiti verso le 8 mattina e per nostra fortuna sulla bangka che ci è venuta a prendere c’era solo una coppia di canadesi, quindi per tutto il  tour eravamo solo noi e loro, anche negli altri tour che abbiamo fatto, c’erano al massimo 3-4 persone…

Ci sentiamo di consigliare come veramente indispensabili per questi tour ed in generale quasi sempre quando si va in acqua avere le scarpette di gomma, noi le abbiamo comprate ad El Nido, ma volendo le si può anche noleggiare.

Si comincia dalla Secret Lagoon, una piccola laguna a cui si accede da un buco tra le rocce, molto carina ma purtroppo in quel momento c’era molta gente e il posto è veramente piccolo…

…si prosegue verso Shimizu Island dove nuotando attorno a quello sperone di roccia il papà ed Anita hanno fatto il più bel snorkeling della loro vita, coralli coloratissimi di tutti i tipi, pesci tropicali, murene, di tutto di più, purtroppo dopo gli squali balena ad Oslob era morta la macchina fotografica subacquea (la Nikon Coolpix è la seconda macchina che si rompe da sola, non compratela mai!) quindi niente foto…

…intanto mentre noi ammiravamo la barriera corallina, l’equipaggio apparecchiava in spiaggia, era arrivata l’ora di pranzo…

…tutti gli equipaggi che abbiamo trovato sono sempre stati carinissimi , giovani, simpatici, super disponibili, apparecchiavano in spiaggia su un tavolo che si portavano dietro sulla bangka, è più o meno si mangiava sempre le stesse cose, pesce alla brace (ottimo appena hai finito di fare snorkeling), riso con verdure, cozze (che non ci attentavamo a mangiare però) e tanta frutta (la nostra preferita)…

…e comunque anche durante e dopo il pranzo noi ci divertivamo a fare dei bellissimi bagni in un’acqua pazzesca…

…successivamente il tour proseguiva in direzione Small Lagoon, una laguna con un acqua di un verde smeraldo impressionante a cui si poteva accedere solo a nuoto o in canoa…

…si entrava da questa apertura nella roccia in cui bisognava chinarsi per passare, in tutte queste manovre ha sempre guidato la canoa Anita…

….una volta dentro si era circondati da queste rocce piene di vegetazione, che formavano un grande anello in cui si poteva nuotare o andare in canoa, veramente bello ed indimenticabile.

Stessa cosa nella Big Lagoon, la tappa successiva, una laguna questa volta enorme in cui ci si arrivava camminando in un lungo corridoio con un’acqua che ti arrivava neanche alle ginocchia, per poi sfociare in una grande laguna verde, bellissimo!

La giornata si concludeva a 7th Commando Beach, questa spiaggia tropicale che si vede in foto…pensiamo che ogni commento sia superfluo…

…lì ci siamo rifocillati con del cocco appena staccato dall’albero, abbiamo fatto ancora dei bagni ed i bimbi hanno giocato con la sabbia…

…dopo circa  6-7 ore dalla partenza era arrivata l’ora di ritornare verso Las Cabanas Beach, di seguito un riassunto in video del  Tour A:

Galvanizzati e carichi da questo primo tour eravamo già pronti a farne un’ altro…

…ma abbiamo preferito aspettare un paio di giorni prima di affrontare il:

 

T O U R    B

Il tour B è stato forse uno dei più belli, perché essendo domenica siamo entrati in stretto contatto con la popolazione locale, che giustamente nei giorni festivi ama visitare e vivere quei loro luoghi magici…

…quindi può capitare di incrociare in mare una bangka “leggermente” piena di filippini di tutte le età, felici e contenti…

…secondo noi, questa foto (della bravissima mamma fotografa) rispecchia in pieno “l’essere filippino” cioè l’essenza di un popolo giovane, allegro, aperto e spensierato…

…all’arrivo delle prima tappa del tour B, cioè Pinagbuyutan Island questa enorme roccia che vedevamo sempre in lontananza dal nostro bungalow…

…ci siamo infatti imbattuti in intere famiglie che facevano dei pic-nic in spiaggia, intente a divertirsi come dei matti, eravamo gli unici occidentali…

…ed Alfredo come al solito era quello che destava più attenzione…

…decine di bimbi, rigorosamente vestiti, in acqua ci accerchiavano per giocare e fare amicizia con Alfredo…

…che ricambiava, sorridendogli e parlandogli nella strana lingua che si era inventato per comunicare con i locali (sentendo noi parlare sempre in inglese, Alfredo per tutto il viaggio si era creato una lingua tutta sua, che a suo dire gli altri capivano..!?)

Pinagbuyutan Island era un’isola veramente bella e ci siamo messi ad esplorarla a piedi…

…oltre alla spiaggia piena di bimbi, abbiamo trovato questa completamente deserta, con un’acqua fantastica…

…tra l’altro anche questa volta siamo stati fortunati sulla bangka con noi c’erano solo altre due persone, una mamma e figlia filippine, in vacanza…

…e la bimba aveva all’incirca l’età di Anita, son bastati due sguardi ed alcuni tuffi ed erano già amiche…

…la tappa successiva è stata Cathedral Cave, questa grotta che si vede in foto, che si poteva ammirare solo dall’esterno e in cui non era possibile entrare, inoltre  fuoriusciva il classico odore di guano di pipistrello che tanto forte avevamo sentito anche nell’Underground River a Puerto Princesa…

…quest’altra grotta, Cudugnon Cave, era invece visitabile, si poteva accedere all’interno a piedi, ma noi non l’abbiamo fatto…

…abbiamo invece preferito andare a mangiare su questa spiaggia, sempre circondati dai locali che passavano la domenica al mare…

…dopo pranzo ci siamo recati a Snake Island, una lingua di sabbia che si snoda tra due isole, così chiamata perché ha l’aspetto di un sinuoso serpente…

…serpente che Alfredo si sforzava di cercare di vedere con le sue binocolo-mani…

…anche qui era  pieno di gente del posto, che passava la domenica, gli uomini sempre da una parte e le donne dall’altra…

…ed i bimbi in acqua, sempre vestiti, a nuotare e divertirsi…

…ultima tappa, Entalula Island, questa bella isola in cui ci siamo fermati per fare snorkeling…

…ma che purtroppo non si è rivelato molto bello, i pesci c’erano, ma il corallo era tutto morto…

…anche il Tour B si avviava alla conclusione, Anita e…

…Zoe si sono dovute , a malincuore, salutare e ci siamo diretti verso il nostro bungalow a Las Cabanas Beach, di seguito il riassunto in video del bellissimo Tour B:

Altri 2 giorni di riposo sulla nostra spiaggia preferita e poi eravamo pronti ad affrontare il:

 

T O U R     C

Questi ragazzi che si vedono in foto, che sembrerebbero i membri di una gang di Manila, sono in realtà il capitano e al sua ciurma che ci hanno accompagnato nel Tour C, simpaticissimi e super disponibili a soddisfare ogni nostra esigenza…

…questa volta però non eravamo soli, c’erano altre due coppie sempre filippine, per tutto il viaggio in questo paese, abbiamo incontrato sopratutto turisti filippini, cinesi, moltissimi coreani e pochissimi occidentali…

…il pezzo forte di questo tour è stata sicuramente Hidden Beach, bisognava nuotare fino ad arrivare dietro a questi speroni di roccia…

…e mentre si nuotava si poteva fare snorkeling, cosa che naturalmente Anita faceva…

…per poi alla fine sbucare su questa fantastica spiaggia qui, sembrava veramente di essere nel film “the Beach”…

…nei dintorni della spiaggia c’era anche questa grotta da esplorare, percorrendola tutta si sbucava dall’altra parte dove ti aspettava la bangka…

…noi siamo stati a mollo un bel pò a goderci il mare ed il paesaggio circostante, ad Alfredo tutto ciò piaceva un sacco, diceva che sembrava un’enorme piscina in mezzo alle rocce…

…la tappa successiva è stata Star Beach, anche questa gran bella spiaggia con un’acqua cristallina, qua ci siamo fermati a mangiare…

…e mentre l’equipaggio preparava il pranzo, noi abbiamo fatto snorkeling…

…ed anche qua è stato fantastico, tappeti di coralli colorati, un mucchio di pesci, veramente bello…

…intanto i ragazzi della ciurma cuocevano alla brace sulla barca questi fantastici tonnetti…

…che poi ci venivano serviti, sull’immancabile tavolo, in spiaggia, questa volta c’erano anche succulenti granchi…

…insomma un bel pranzetto, come si vede dalla pancia bella piena di Alfredo…

…purtroppo però appena finito il pranzo sono arrivate delle nuvole scure ed ha cominciato a piovere, niente di grave qualche goccia cadeva sempre (d’altra parte eravamo nella stagione delle piogge), ma stavolta era abbastanza forte ed anche il mare cominciava a farsi mosso, quindi abbiamo visto Matinloc Shrine (che si vede qua in foto) in maniera abbastanza veloce…

…stessa cosa anche con la Secret Beach, una spiaggia a cui puoi arrivare solo nuotando entrando da un’apertura nella roccia, causa il mare mosso non era fattibile, quindi l’abbiamo vista solo da lontano.

Verso il finale de video del Tour C si capisce bene quanto ballava la bangka durante il temporale:

Questo tour causa il maltempo è durato un pò meno degli altri, ma eravamo belli soddisfatti lo stesso, ormai fatti i 3 tour principali ci eravamo fatti una idea ben chiara dell’Arcipelago di Bacuit. un posto meraviglioso da visitare almeno una volta nella vita.

Fare i tour in quattro persone può comportare sicuramente un aumento del budget previsto, ma a nostro avviso sono soldi veramente ben spesi.

Ora dopo avere passato 10 giorni a El Nido, per la precisione sulla spiaggia di Las Cabanas Beach, con grande rammarico era giunto il momento di lasciarla, dovevamo lasciare questi splendidi tramonti che ci avevano accompagnato tutte le sere, salutare i bimbi del villaggio che tutte le mattine vedevamo andare a scuola, salutare anche i ragazzi che lavoravano nel nostro beach bar preferito, poche volte siamo stati così dispiaciuti a dover lasciare un posto, di seguito un video dedicato a questa spiaggia che ci è rimasta nel cuore:

Ma bisognava rimettersi in viaggio, ci eravamo riposati abbastanza, ci aspettava il penultimo trasferimento, la prossima tappa sarebbe stata Coron, che è una città che fa sempre parte della provincia di Palawan, ma si trova su un’altro gruppo di isole, ci andavamo essenzialmente per visitare le Calamian Islands.

A Coron ci si arriva in 5-6 ore  con un fast ferry della compagnia Montenegro che parte dal porto di El Nido tutti i giorni alle 7.00 di mattina (il tragitto è evidenziato in azzurro)…

…i biglietti conviene procurarseli prima perché è spesso al completo, noi li abbiamo trovati all’Art Cafè  di El Nido Down Town, che oltre ad essere un posto in cui si mangia egregiamente, in cui si trova un WI FI super efficiente, funge anche da agenzia viaggi, e ti vende dei voucher, da cambiare poi alla biglietteria del porto, per questo motivo bisogna trovarsi al porto alle 6.00 di mattina.

Quindi noi il giorno della partenza, sveglia alle 5.00 di mattina, camminata sulla spiaggia al buio con i bagagli (Alfredo dormiva nel marsupio), risalita della scalinata, montati su un un tricycle ed arrivati in porto in perfetto orario…

….di seguito il  video del trasferimento da EL NIDO a CORON:

 

C O R O N

All’arrivo a Coron ci si imbatte subito in queste montagne gobbose, ricoperte di vegetazione e avvolte nella nebbia che sembra quasi di essere sul set di “King Kong“, in effetti tutta l’isola ed anche i suoi abitanti hanno nei tratti somatici un che di “primitivo” diremmo quasi “africano” che si discosta parecchio dal resto della popolazione filippina.

Abbiamo alloggiato in questo bungalow al La Natura Resort,  uno dei migliori hotel di tutto il viaggio, gestito da una ragazza Italo-Filippina, veramente brava e simpatica, finalmente abbiamo mangiato come si deve, c’era anche la piscina…

…era immerso nella foresta a 10 minuti di tricycle dal centro di Coron, in questa foto siamo appena sbarcati, distrutti, svegli dalle 5 di mattina dopo 5 ore di traghetto, al tricycle pieno di bagagli che ci stava  portando al resort, in mezzo alla giungla, su una pista battuta, sotto un sole cocente è andata giù la catena!

Il resort era immerso in uno splendido giardino tropicale, dove era possibile fare incontri di questo tipo (una lucertola monitor), sempre dal resort abbiamo prenotato i tour da fare per visitare le Calamian Islands, funziona tutto esattamente come a El Nido, salvo che qua i tour sono leggermente un pò più cari, diciamo che tutto a Coron è un pò più caro che nel resto delle Filippine.

 

C A L A M I A N     I S L A N D S

Le Calamian Islands sono ancora abbastanza sconosciute, sopratutto da noi occidentali, si viene qua in pratica per esplorare le decine di isole con il suo mare che, sembra impossibile a dirsi, è forse ancora più bello ed incontaminato dell’Arcipelago di Bacuit.

Oltre ad avere un mare stupendo, dei fondali corallini unici con un mucchio di pesci, queste isole sono il sogno di ogni sub in quanto sott’acqua è pieno di relitti di navi giapponesi della seconda guerra mondiale, che sono una vera manna per chi fa immersioni.

Noi avevamo scelto di fare 2 tour che abbiamo prenotato il giorno prima dal resort, al mattino verso le 8.00, ci sono venuti a  prendere in tricycle, per portarci al porto da dove ci siamo imbarcati:

 

T O U R    U N O

In tutti e due i tour che abbiamo fatto, c’erano in bangka con noi altre 4-5 persone, quasi sempre coppie di giovani filippini in vacanza, anche qui zero turisti occidentali…

…la prima tappa che abbiamo fatto è stata Malcapuya Island, con la sua famosa, lunga spiaggia di sabbia bianca, al largo c’era la possibilità anche di fare snorkeling, ma il tifone che ha imperversato in queste zone gli anni scorsi ha distrutto tutto il corallo, quindi un pò di pesci c’erano , ma il corallo era tutto morto…

…dal momento che per arrivare ci avevamo messo un bel pò, essendo abbastanza distante da Coron, arrivata l’ora di pranzo, abbiamo mangiato, sotto queste palapa, il solito cibo filippino. Continuiamo ancora adesso a stupirci della predilezione dei filippini per la carne di maiale, tra l’altro cucinata alla brace, piena di grasso, una vera schifezza che noi neanche assaggiavamo…

…preferendo di gran lunga un bel pesce alla brace con il lime, cucinato come si vede in foto su fornelletti improvvisati sulla bangka.

Comunque il tour è continuato in direzione di Banana Island, gran bella isola, con palme, punti di ristoro ed un lunga spiaggia di sabbia fine…

…stavolta sott’acqua c’era corallo ed anche tanti pesci, qua Anita con tutta la sua attrezzatura si prepara ad immergersi…

…oltre a tante varietà di pesci c’erano intere colonie di queste fantastiche enormi conchiglie…

…sia dentro che fuori l’acqua, tutta l’isola ne era piena…

…anche Alfredo cercava di sollevarle ma non ci riusciva talmente erano grandi.

Abbiamo poi proseguito per Bulog Dos, che non sono altro che due atolli rocciosi uniti da una lingua di sabbia…

…anche qui un ottimo snorkeling con pesci e corallo colorato…

…con relativa esplorazione dell’isola…

…dopo un’oretta siamo rimontati sulla bangka per tornare indietro ed essendo abbastanza lontano ci abbiamo messo un bel pò…

…è stato un bel giro incentrato sopratutto sullo snorkeling e le spiagge, di seguito il riassunto in video del Tour Uno delle Calamian Islands:

L’escursione successiva, che abbiamo fatto due giorni dopo, sarebbe stata molto più interessante:

 

T O U R     D U E

Nel secondo tour che è stato a dir poco spettacolare abbiamo reincontrato lo sesso identico tipo di formazioni rocciose di origine carsica, piene di vegetazione ed immerse in un mare semplicemente fantastico che avevamo visto nella Bacuit Bay

…abbiamo cominciato dal Barracuda Lake, una laguna a cui si accede passando sopra una serie di passerelle…

…praticamente come si vede in foto, bisogna oltrepassare tutta quella serie di rocce…

…su delle passerelle in legno, Alfredo questa volta è stato preso in spalla da un membro dell’equipaggio…

…per poi sbucare in una calda laguna, la cui caratteristica è che l’acqua ha differenti temperature man mano che ci si immerge, era infatti pieno di sub che facevano immersione…

…il tour è proseguito in direzione delle Twin Lagoon, due lagune separate dalle solite rocce scure…

…qui il paesaggio si faceva ancora più spettacolare, pinnacoli neri che si ergono da un mare verde smeraldo, vagabondando con il motore al minimo della bangka, si assaporava in pieno quella sensazione di selvaggio e incontaminato che si percepiva nell’aria…

…non ci dimenticheremo mai i colori di questo mare, il contrasto con il nero delle rocce ed il verde della vegetazione, ancora adesso guardando le foto non ci pare vero di essere stati in posti così…

…di tutto il viaggio le escursioni in bangka in mezzo a queste isole sperdute, rimangono comunque il ricordo più intenso e indelebile…

…arrivata l’ora di pranzo, abbiamo mangiato qui, praticamente su una palafitta, ci hanno spiegato che i nativi delle isole (a cui bisogna chiedere il permesso per sbarcare), in prevalenza pescatori e raccoglitori di nidi di rondine, hanno costruito queste specie di punti di ristoro in mezzo al nulla…

…propio per i chi visita questi luoghi (che sono un riserva naturale protetta, il prezzo della tassa per accedervi fa parte del costo dell’escursione) si sono praticamente inventati un’attività (cosa che bisogna per forza fare in questi posti) ed il prezzo che si paga per poter mangiare lì (anche questo fa parte del costo dell’escursione) serve a tutta la comunità per tirare avanti, quindi soldi ben spesi!

Comunque anche se non c’era la spiaggia, noi ci siamo tuffati dalla bangka in questo mare cristallino e abbiamo fatto fantastici bagni fino a che non era pronto da mangiare…

…una volta finito di pranzare (e sinceramente il solito cibo  filippino, aveva cominciato a stufarci) ci siamo diretti verso Coral Garden, anche qui lungo il tragitto paesaggi meravigliosi che non ci stancavamo mai di osservare…

Coral Garden, come dice il nome è una zona, abbastanza ampia, ricca di coralli di tutte le dimensioni e colori…

…che però non era poi tanto piena di pesci come immaginavamo, abbiamo comunque fatto snorkeling per un’oretta, per poi dirigerci verso l’ultima tappa della giornata…

…la giornata non poteva che concludersi con una ciliegina sulla torta: Skeleton Wreck, sotto tutte queste bangka ferme c’era infatti uno dei pochi relitti di navi giapponesi della seconda guerra mondiale…

…che era possibile osservare anche solo facendo snorkeling, per tutti gli altri occorreva essere sub provetti e fare vere e proprie immersioni, non avevamo mai visto relitti di navi sott’acqua ed è stato davvero molto bello ed emozionante.

L’escursione andava a concludersi con questa esperienza, e si tornava verso casa, di seguito il video riassunto di tutto il Tour Due:

A Coron alla fine ci siamo stati in totale 5 giorni, facendo due escursioni, la città di per sé non merita più di tanto, è sicuramente meno caotica di El Nido, un pò più ordinata, ma per esempio non ha neanche una spiaggia, consigliamo infatti di usarla solo ed esclusivamente come base, per fare i  tour delle Calamian Islands, che meritano tantissimo.

Era  arrivato il momento di partire per Manila, ultimo trasferimento, prima di prendere il volo per l’Italia…

…quindi sempre la gentilissima proprietaria del resort ci ha organizzato il transfert verso il piccolo aeroporto di Coron, trasferimento fatto con un pulmino, che è durato all’incirca 3 ore, attraversando l’isola in mezzo ad una natura rigogliosa e selvaggia.

Ci apprestavamo a lasciare Palawan, a detta di molti “l’isola più bella del mondo”, noi non amiamo fare le classifiche, ma non abbiamo problemi ad affermare che se non è la più bella, poco ci manca, rimarranno per sempre impressi nell nostre menti i meravigliosi tramonti, il verde smeraldo delle sue acque, le lagune inaccessibili, per non parlare poi dei suoi abitanti così aperti e cordiali e dei tanti bimbi allegri e giocosi incontrati durante il viaggio.

Viaggio che è durato per la precisione 31 giorni (il numero esatto che permette il visto turistico!), e come facciamo sempre quando si viaggia per mare o ci sono molti spostamenti interni, abbiamo tenuto un giorno libero prima del volo intercontinentale, onde evitare di perderlo, causa mare mosso o scioperi vari, giorno intero che ci è toccato passare a Manila, quasi tutto all’interno del Mall of Asia (sic!) il secondo più grande centro commerciale al mondo (il primo è in Cina), ma d’altra parte che fare a Manila?

Un mese intenso passato a zonzo tra le isole filippine, con i bimbi che si sono comportati veramente da grandi viaggiatori, dal momento che a volte è stato abbastanza faticoso e duro, il cibo non era particolarmente buono ed abbiamo dormito anche in posti così così.

Siamo stati in un  paese giovane, ancora un pò disorganizzato, in piena crescita, aperto al turismo da pochi anni, dove c’è ancora tanto da fare, e allo stesso tempo tanto da vedere, alla Trip Family è piaciuto propio per questo e non è detto che un giorno non ci tornerà…bye bye Filippine!

Se vuoi vedere tutto il viaggio completo nelle isole filippine clicca qui:

CEBU  –  BOHOL

 

 

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6 commenti

    1. Grazie! siamo felici che ti sia piaciuto e magari ti possa essere utile per un eventuale viaggio in questi magnifici luoghi.

  1. andrò con mia figlia la prossima estate, mi è stato molto utile leggere il vostro racconto, sono di Reggio Emilia anch’io e magari un giorno ci incontreremo. Grazie

  2. Ciao…ho appena letto il tuo blog,e mi a piaciuto un sacco, complimenti per la tua familia, specialmente per i bimbi, dalle foto e video sembrano bravissimi. A febbraio voglio andare anche io nelle Philipine, e spero di vivere lo stesso emozione come voi!Un abbraccio e continuate a girare per il mondo!

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